In questa pagina è raccolta
la storia e le origini della figura del
Tecnico della Prevenzione (ex Vigile Sanitario) .

Se nei vostri scaffali ci fossero vecchie riviste e foto sulla
figura del Vigile Sanitario, che non sono presenti sul sito ,
sarei grato se mi inviaste il materiale,
per aggiungerlo
e metterlo a disposizione della categoria.
Grazie!
>indirizzo e-mail<
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EVOLUZIONE DELLA FIGURA SANITARIA
DEL TECNICO DELLA PREVENZIONE DMS 58/1997

La Riforma delle Professioni Sanitarie, il nuovo assetto
organizzativo del Sistema Sanitario Nazionale, lo sviluppo delle
problematiche e i rischi legati agli alimenti e bevande hanno determinato,
una trasformazione della professionità
dell'Operatore di Vigilanza ed Ispezione (ex Vigile Sanitario, ex Ispettore d'Igiene ).

Il Decreto 58/1997 quindi ha aperto la strada
all'emancipazione di questa professione attraverso
tutto un susseguirsi di altre normative che brevemente ricordiamo:


Consulta la normativa sulla figura del TdP:


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Sono trascorsi più di un decennio dalla pubblicazione del
Decreto Ministeriale 17 gennaio 1997 n. 58 sulla figura e
relativo profilo professionale del








“TECNICO DELLA PREVENZIONE
NELL'AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO”
.
 
I T.d.P. che operano in Italia sono diverse migliaia (circa 10.000)
sono presenti su tutto il territorio nazionale nei vari servizi
AUSL (SIAN, SIP, Medicina del Lavoro, Servizi Veterinari) e
nelle Agenzie ARPA Regionali per la protezione dell'ambiente.

Rivestono per il loro delicato ruolo la qualifica di
Ufficiale di Polizia Giudiziaria
vigilano e controllano: gli ambienti di vita e di lavoro,
la rispondenza delle strutture e degli ambienti in relazione alle
attività ad esse connesse; la qualità degli alimenti e bevande
destinati all’alimentazione, dalla produzione al consumo;
l’igiene e la sanità veterinaria; i prodotti cosmetici.


Il Tecnico della Prevenzione
risulta ancor oggi una professione poco conosciuta a differenza di altre
professioni sanitarie come quella dei Veterinari o dei Medici o di altri
organismi di controllo come i Carabinieri del NAS , Corpo Forestale,
Guardia di Finanza, Polizia Municipale ecc.



Le ragioni sono da ricercare nell'evoluzione storica della sua figura professionale.


Questa figura sanitaria non nasce nel 1997 con il DM 58/97, ma ha profonde radici nella storia della sanità della nostra nazione...


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-1861-
L'Unità d'Italia e la
tutela della Sanità Pubblica






( Tricolore del Regno d'Italia 1861-1946 )
 
La proclamazione del Regno d’Italia nel 1861 determinò
l’estensione della prima compiuta disciplina della materia attinenti alla Sanità Pubblica con l'emanazione della

Legge 20 Marzo 1865, n. 2248

che affida la Tutela della Sanità Pubblica al Ministero dell’Interno, che lo esercita attraverso i Prefetti, i Sottoprefetti ed i Sindaci.

Questa Legge considerava la salute come un problema di ordine pubblico, la necessità di lotta alle malattie infettive pericolose per l'incolumità pubblica.

Un successivo Regolamento del 1874 fu istituita una Commissione Municipale di Sanità e ad ogni Comune fu imposto di redigere un Regolamento di Igiene.

L’Italia quindi ebbe la sua prima legislazione organica, su questa materia alla metà del 800.
 
La legge 22 dicembre 1888 n. 5849
nota come legge Crispi-Pagliani col titolo
"Sulla tutela della igiene e della sanità pubblica"

dal nome del primo Ministro e del professore di
Igiene di Torino Luigi Pagliani-.
Grazie alla quale veniva unificata tutta la sparsa e amministrazione
sanitaria; la struttura sanitaria del Regno d'Italia fu costituita
da un Ufficio Sanitario Centrale che si trasformerà nella
direzione generale di sanità presso il Ministero dell’Interno.

A livello provinciale accanto al Prefetto, veniva creato
l’organo Tecnico rappresentato dal Medico Provinciale, e ,
per la Tutela della salute degli animali dal Veterinario Provinciale.

A livello Comunale veniva creato l’Ufficio di
Igiene Comunale
con l’Ufficiale Sanitario avente
il compito di assistere il Sindaco nell’esercizio
delle sue funzioni sanitarie.

In ogni comune la massima autorità sanitaria era quindi il Sindaco
(ancora oggi riveste appunto questo ruolo) la tutela
della sanità pubblica assumeva il ruolo di attività di:
 
(Foto: primo Ministro Francesco Crispi 1818 – 1901 )
VIGILANZA IGIENICO-SANITARIA
Tale strutturazione sanitaria rimase in vigore sino al 1945.
La legge inoltre prevedeva che gli ospedali e le opere pie venivano trasformati
da enti privati in Istituti pubblici di Assistenza e Beneficenza.

La successiva Legge 25.02.1904 completando la strutturazione del 1888,
ebbe il merito di prevedere la formazione di Consorzi Intercomunali per il Servizio di Ufficiali Sanitario.
Una armonizzazione della normativa venne disposta con il Testo Unico delle Leggi Sanitarie del 01.08.1907, n. 636.

La grande ristrutturazione della disciplina nel settore della tutela della salute pubblica sul piano generale si ebbe poi con l'emanazione del Testo Unico delle LL.SS del 27 Luglio 1934, n. 1265.

Nei tre provvedimenti sopraindicati ,si attribuiva allo Stato la tutela
della sanità pubblica, si stabiliva l’ordinamento dei servizi e venivano dettate norme sull’esercizio delle professioni ed arti sanitarie,
sull’igiene del suolo e dell’abitato, sulla tutela igienica dell’alimentazione, dell’acqua potabile e degli oggetti di uso
personale, sulla lotta contro le malattie infettive e
sociali e sulla polizia mortuaria.
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Legge Crispi Pagliani
del 22 dicembre 1888 n. 5849.
(Foto: struttura sanitaria del Regno d'Italia )
 
6 Luglio 1890
Nasce la figura del
VIGILE SANITARIO COMUNALE



Nelle istruzioni ministeriali annesse al Regolamento
del 6 luglio 1890 n. 7042 agli artt. 2 e 5 per i laboratori comunali venne istituita la figura del
“ VIGILE SANITARIO COMUNALE" ,
con il compito di coadiuvare “l’Ufficiale Sanitario" dei Comuni.

I compiti dei Vigili Sanitari era di vigilare:

  • Sulle condizioni igieniche del suolo e dell'abitato;
  • Sulle condizioni delle industrie agricole, delle manifetture e
    fabbriche che potevano inquinare l'aria e l'acqua dell'ambiente abitato;
  • Allo stato igienico delle case;
  • Edifici pubblici e collettivi;
  • Nelle fabbriche, nei depositi, negli spacci e sui mercati dove preparano vendono derrate alimentari;
  • Sulle bevande, sugli alimenti e sugli oggetti di uso personale e domestico.


I compiti del Vigile Sanitario Comunale

I vigili sanitari comunali svolgevano le ispezioni per
la vigilanza igienico-sanitaria loro ordinate
dall'Ufficiale Sanitario o dal medico di sezione,
redigevano i verbali di contravvenzione, procedevano
ai sequestri di sostanze alimentari, prelevavano i campioni
per recarli al laboratorio di analisi, vigilavano
sull'applicazione dei regolamenti d'igiene e delle
leggi d'igiene e sanità, controllavano l'igiene
del suolo e dell'abitato, cooperavano alla profilassi
diretta ed indiretta delle malattie trasmissibili,
alla lotta contro le mosche eseguendo quanto altro
venisse ordinato in materia di igiene e sanità
dall'ufficio sanitario cui riferivano quotidianamente
sul lavoro svolto.

Il personale aveva una propria divisa e operava
all'interno del corpo dei Vigili Urbani.

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La divisa del Vigile Sanitario
I Vigili Sanitari facevano parte di una sezione specializzata
del corpo dei VIGILI URBANI dipendevano dal Comandante del Corpo
per quanto attiene la loro disciplina e dall’Ufficiale sanitario
per quanto riguarda l’espletamento del loro servizio.

I Vigili Sanitari vestivanno la stessa uniforme dei
Vigili Urbani, con la variante sola di un distintivo al braccio
sinistro costituito da un stemmetto di forma circolare
del diametro di circa tre centimetri, raffigurante
la croce rossa
in campo bianco, con orlatura ricamato in oro.

I Vigili Sanitari erano riconosciuti pubblici ufficiali
e Ufficiali di P.G. ai sensi dell’art. 18 del T.U. ed Agenti di P.S. 31/08/1907, n. 690,art. 219 .

Essi inoltre potevano portare la pistola di ordinanza.

(foto: stemmetto del Vigile Sanitario applicato
alla giacca dell'uniforme dei Vigili Sanitari)
 
Il servizio di ispezione "Annonario"
presso i mercati di Milano ( 1908 )

Nel 1908 l'amministrazione comunale di Milano istituisce presso
i mercati di Milano un servizio di ispezione "Annonario".
La squadra è costituita da un medico, da tre veterinari e
da quattro vigili sanitari.

Nel 1908 furono sottoposti a sequestro 22.730 chilogrammi di alimenti
in cattivo stato di conservazione costituiti da polli e selvaggina,
pesci e crostacei, frutta ed erbaggi.

(Foto: 1930 Mercato della frutta di Milano Vigili in camice controllano una partita di angurie )
 
( Foto del corpo dei Vigili di Parma
Primi anni del 900)
 
( Foto Ufficio d'Igiene Comune di Parma inizi 1900
Le competenze in materia di igiene pubblica
erano assegnate ai Vigili Sanitari Municipali)


Foto tratta dal sito http://www.parmaelasuastoria.it
Fotografia, stampa all’albumina, 173x120 mm
(ASCPr, Fototeca ASC 5.6.D.3)
 
( Anno 1912 Bollettino di statistica del Comune di Milano
Il Servizio D'Annona di Milano )


 
Firenze 1908
1° Congresso Nazionale
dei Vigili Sanitari

A Firenze presso il Teatro Tommaso Salvini,
si tenne il 25, 26 ,27 Ottobre 1908 il primo
Congresso nazionale dei vigili sanitari e
personale tecnico addetto alle ispezioni per
la vigilanza sanitaria .
Del congresso vennero stampati anche degli atti congressuali.

E' il primo documento probante le origini storiche associative
di riunire in ambito nazionale questa figura nel lontano 1908.

( Foto: collezione privata Rossi G. -Invito per
la partecipazione al Congresso © Copyright )
 
La lotta contro la Malaria:
il contributo dei Vigili Sanitari

Alla fine del 1800 in Italia a causa della malaria ogni anno morivano 15.000.
La lotta contro la malaria ricevette un grande impulso in Italia, nel 1925
con la realizzazione della Stazione Sperimentale per la Lotta Antimalarica,
La lotta era basata sull'applicazione di protocolli di controllo
locale della malattia.
La messa in atto delle misure permisero di eliminare definitivamente il
flagello della malaria in Italia.
Un grande contribuito venne espletato dall'opera dei

Vigili Sanitari e delle Assistenti sanitarie

che si distinsero per la lotta antimalarica; la prima
Campagna di Prevenzione di Sanità Pubblica in Italia.

(Foto: "SCUOLA DI IGIENE RURALE E DI PROFILASSI DI NETTUNO"
tratto dal sito: www.nettunocitta.it):
 

(Foto: collezione privata Rossi G. Decalogo per
la lotta contro la malaria Ministero dell'Interno
della Sanità Pubblica fine anni 30 © Copyright)


 
Dal Verde di Parigi al Ddt
Grazie all’attività della Rockefeller Foundation
la lotta antilarvale ebbe un notevole impulso nel
1924 introdusse in Italia l’uso del verde di
Parigi costituito da acetoarsenico di rame
miscelato con polvere di strada o talco.

Nel 1930 poi furono utilizzati insetticidi
spray a base di fiori di piretro

Nel 1942 dall'America giunse il Ddt (
dicloro difenil tricloroetano), efficace
contro le zanzare allo stadio di larva o adulte.

Il Ddt fu l'elemento che porterà all'eradicazione della
malaria in Italia grazie anche agli aiuti economici dell'UNRRA
(United Nations Relief and Rehabilitation Adminstration)
nei primi anni del dopoguerra.
Vennero impiegati squadre di dinsifettatori e vigili sanitari
per irrorare una miscela costituita da petrolio e Ddt
Il petrolio evaporava e rimaneva un sottile velo di Ddt
sul quale gli anofeli morivano.
Solo a metà degli anni 70 si scoprì che il Ddt era
altamente pericoloso per la salute dell'uomo e per l'ambiente.

(Foto: collezione privata Rossi G.
Irrorazione di Ddt in una stalla anni 40 © Copyright)
 


(Foto: collezione privata Rossi G.
Squadra di disinfettatori in bicicletta
attrezzata con pompa contenente D.D.T. -Anni 40-)
 
I Vigili Sanitari
e la lotta per debellare la malaria in Italia.

Vigili Sanitari e gruppo di disinfestatori.
 
1934
Nasce la figura del
Vigile Sanitario Provinciale


Nel 1923, con R.D. 2889 e nel 1927 con R.D. n.155 (artt.18 e 27)
con il passaggio dei Laboratori Municipali alle Provincie
veniva abrogato il citato R.D. e veniva
istituita la figura
dei “Vigili Sanitari Provinciali” , figura mantenuta con l'entrata in vigore
del T.U. delle LL.SS. (art.91) con compiti più ampi del
Vigile Sanitario Comunale. Ai "Vigili Sanitari Comunali” che
dipendevano dall'Ufficiale sanitario Comunale ,
si aggiunsero quindi i “Vigili Sanitari Provinciali”
i quali erano invece alle dipendenze del Medico e
del Veterinario Provinciale.

Il R.D 27 Luglio 1934 , n. 1265
(vedi foto: --Estratto dal Testo Unico delle Leggi Sanitarie)
all'art. 91 prevede che i Vigili sanitari provinciali
vengono assunti per concorso pubblico bandito dalla
Amministrazioni Provinciali, la nomina veniva successivamente
approvata dal Prefetto, essi potevano entrare in Servizio solo
dopo aver prestato giuramento davanti alla magistratura.

LEGGI L'ART. 91 del R.D 27 Luglio 1934 , n. 1265 -fonte Comune di Parma

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LE COMPETENZE DEI VIGILI SANITARI PROVINCIALI:
Sancite dall'art. 91 del R.D 27 Luglio 1934 , n. 1265

a) VIGILANO SULLE CONDIZIONI IGIENICHE DEL SUOLO,
DEGLI AGGREGATI URBANI, E RURALI E DELLE ABITAZIONI,
SULLA SALUBRITÀ DELLE BEVANDE E DELLE SOSTANZE ALIMENTARI,
SUI MERCATI E SUI PUBBLICI ESERCIZI;

b) COMPIONO, ALLA DIPENDENZA DELL'UFFICIALE SANITARIO,
LE ISPEZIONI CHE VENGONO DISPOSTE DAL MEDICO PROVINCIALE
O DAL DIRETTORE DI REPARTO DEL LABORATORIO PROVINCIALE
E RIFERISCONO AGLI STESSI SUI RISULTATI DEGLI ACCERTAMENTI,
SULLE CONTESTAZIONI FATTE E SUI PROVVEDIMENTI ATTUATI;

c) VIGILANO SULL'ESECUZIONE DELLE MISURE DISPOSTE PER
LA PROFILASSI DELLE MALATTIE INFETTIVE;

d) ESERCITANO TUTTE LE ALTRE ATTRIBUZIONI DI VIGILANZA
IGIENICA SANITARIA CHE SONO PRESCRITTE DALLE LEGGI.

PER L'ESERCIZIO DI TALI FUNZIONI DI VIGILANZA
SONO ATTRIBUITI AI VIGILI SANITARI LE FACOLTÀ SPETTANTI
PER LEGGE AI VIGILI COMUNALI.

ESSI NON POSSONO ENTRATE IN FUNZIONE SE NON DOPO
AVER PRESTATO GIURAMENTO DINANZI AL PRETORE
 

Foto: Vigili Sanitari Provinciali
controllo di una macelleria
(anni 30 )


 
Vigilanza igienica
e profilassi delle malattie
trasmissibili




Il periodo che va dal 1800 a fine 1900 è
considerato il periodo delle “epidemie sociali”.
Dovute a malattie tipo il tifo, il colera, il vaiolo ecc.
legate a fattori sociali.
I fattori principali scatenenti era la
scarsita’ di igiene e la malnutrizione
della popolazione.



 
Lotta contro la diffusione
delle malattie infettive
I Vigili Sanitari furono
anche utilizzati
dagli Uffici d'Igiene per la
lotta alla diffusione delle
malattie infettive.

(Foto: 1930 controllo e
isolamento
a domicilio delle persone
infette da malattie infettive
spiegazione
delle norme igieniche)
 
( foto: Anno 1930 )
Squadra di disinfettatori con camioncino
e le relative attrezzature.
 
Il Vigile Sanitario
nel colonialismo italiano
( 1911 al 1947 )


Il periodo storico del colonialismo italiano comportò
l'espansione del Regno d'Italia su territori africani e europei.
Iniziata con la presa di Assab e Massaua sulla costa africana del
mar Rosso ed ebbe termine nella seconda guerra mondiale.
Colonie erano l'Eritrea, Somalia,la Libia e il Dodecaneso e l'Albania.
Nelle colonie vengono istituiti uffici di igiene diretti da un medico
coloniale e da squadre di Vigili Sanitari per la vigilanza del suolo e dell'abitato e degli alimenti

(foto: Municipio di Tripoli anni 30 )
Il personale sanitario del Municipio di Tripoli nei
primi anni 30 era costituito da un: direttore dell’ufficio
di igiene Ufficiale Sanitario ,da un vice ufficiale sanitario,
un medico veterinario direttore del macello, un dottore
in chimica e da sei vigili sanitari.

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1940-1945
L'Italia in Guerra

Il 25 Luglio 1943 con lo sbarco degli alleati in Sicilia
Mussolini fu costretto a dimettersi e venne arrestato.
Il Re nominò un nuovo governo e il 3 Settembre 1943
l’Italia firmava l’amistizio con gli Alleati.

Questo determinò l’occupazione dei tedeschi nel
nord e centro Italia, Mussolini venne liberato dai Tedeschi
e ricostituisce uno stato fascista
la Repubblica Sociale Italiana.

Ni primi mesi del 1945 l’avanzata delle truppe angloamericane e
l’insurrezione partigiana costrinsero l’esercito Tedesco alla fuga ,
il 25 aprile 1945 la liberazione, Mussolini
tenta di fuggire in Svizzera,
ma fu catturato dai partigiani e fucilato il 28 Aprile.
 
Organizzazione Sanitaria
1940-1945


L’Italia 1943-1945 fu divisa in due, nel Nord la
Repubblica Sociale Italiana e i Tedeschi e a sud gli
alleati, per quanto riguarda l’organizzazione sanitaria
era però divisa in tre :

a) In Sicilia gli Alleati riorganizzarono i servizi
sanitari investendo i Medici Provinciali e Veterinari
dei poteri che erano prima a capo ai
Prefetti;

b) Istituzione del DGSP (Direzione Generale della
Sanità Pubblica presso il Ministero dell’Interno)

Regno d’Italia a Brindisi poi Salerno e finalmente a Roma
(1945) ai Medici provinciali coadiuvati dai
Vigili Sanitari ebbero come principale incarico
quello di controllare l’igiene degli alimenti,
e la disinfezione dei profughi per prevenire eventuali
malattie ed epidemie;

c) La Repubblica Sociale Italiana anch’essa organizzo
il DGSP simile a quello istituito dal
Regno d’Italia i Medici Provinciali e Veterinari a causa del
conflitto bellico ebbero maggiore autonomia
rispetto ai Prefetti.
 
Le Epidemie 1940-1945
Un Paese straziato dalla guerra vide
anche l'incremento delle malattie infettive.


Diverse furono le cause prima fra tutte la scarsa
nutrizione dovuta alle difficoltà
derivate dalla guerra e in secondo luogo le scarse
condizioni igieniche in cui si era costretti a vivere.

(1944 ) Un Epidemia di vaiolo (Puglia e Campania)
In Puglia il facolaio fu causato dal lavaggio in una lavanderia
di indumenti di militari infetti da vaiolo.


(1944-1945) Epidemia di Malaria (Ferrara, Rovigo, Lazio)
a causa della mancanza di interventi di azione profilattica
causò migliaia di vittime .

L'epidemia nel Lazio invece fu favorita dall'allagamento
dell'Agro pontino a opera dell'esercito tedesco, che
distrusse le pompe utilizzate per la bonifica delle
zone un tempo paludose e contestualmente eliminando
le scorte di chinino.
 
(1943- 1945)
Epidemia di Tifo petecchiale a Napoli
E'un’infezione procurata da un germe
Rickettsia prowazekii, che si trasmette all’uomo
attraverso le feci di pidocchi infetti.
A causa delle cattive condizioni igieniche all'interno
dei campi di concentramento della Germania nazista che causarono
la morte di migliaia di persone tra cui Anna Frank.

Gli Alleati a Napoli utilizzarono il DDT
spruzzandolo su ben tre milioni
di individui e la malattia fu arrestata.

(foto tratta dal sito:http://profiles.nlm.nih.gov Profiles in Science National Library of Medicine)
 
L'aiuto degli alleati
( foto: tratta dal sito U.S. Army Medical Department Office of Medical History http://history.amedd.army.mil/index.html
Veterinary Corps ispezionano gli impianti per la produzione del latte a Milano 1945 )




La situazione, pian piano migliorerà
negli anni del dopoguerra grazie
all'opera dai medici provinciali e veterinari,
coadiuvati dalle Assistenti Sanitarie
Visitatrici e dai Vigili Sanitari.
 
1945-1950
Il secondo dopoguerra


Il secondo conflitto mondiale costò all'umanità
55 milioni di morti.


Nel corso della guerra, si consumò anche la tragedia dell'olocausto
perpetrata dai nazisti nei confronti del popolo ebraico.

In Italia, il dopoguerra fu caratterizzato da una profonda crisi, nel conflitto il Paese aveva subito pesanti perdite umane e
gravi danni materiali.
La situazione dell’economia era dramatica.

Ma ebbe anche iniziò il periodo della ricostruzione e la ripresa economica dell'Italia e la creazione della Repubblica
al posto della monarchia.

In ambito sanitario il Decreto 12 Luglio 1945, n. 417
creò
l'Alto Commissariato per l'Igiene e la Sanità

la cui struttura e funzioni vennero disciplinate con il
Decreto 31 Luglio 1945, n. 446, in sostituzione sostanzialmente
del Ministero dell'Interno.

Era la strada , in effetti, per giungere alla creazione di
una strutturazione organica degli Uffici preposti all'esplicazione
della funzione sanitaria.

Il diritto alla tutela della salute pubblica ha trovato nella
Costituzione Italiana , una sua precisa
garanzia nell'art. 32:

" La Repubblica tutela la salute come fondamentale
diritto dell'individuo e interesse della collettività, e
garantisce cure gratuite agli indigenti...
"


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Il Corpo dei Vigili Sanitari
La Polizia Sanitaria

I Vigili Sanitari erano costituiti da un
proprio corpo; erano agenti scelti,
che avevano meritato speciali distinzioni e davano garanzia di
operasità, disciplina e delicatezza nel compiere il loro mandato.

Tuttavia ,prima di essere destinati agli
UFFICI SANITARI
gli aspiranti dovevano sempre sostenere un esame davanti
ad una Commissione, composta dall'Ufficiale Sanitario,
dei capi dei Laboratori e da un veterinario.


> SCARICA IL REGOLAMENTO SPECIALE DEL CORPO DEI VV.UU.
E DEI VIGILI SANITARI (1972) COMUNE DI LECCE


(foto: Targa ufficio dei vigili sanitari -Anno 1950-)
 
( Anno 1955 )
Verbali di prelevamento campioni.


(-Servizio di Vigilanza Sanitaria Annonaria Prefettura)

(Foto: collezione privata -Verbali di prelevamento 1955 © Copyright)
 
-1945-
-Abolizione della divisa-

Nel 1945 venne abolita la divisa dei Vigili Sanitari Provinciali
, la motivazione del provvedimento fu giustificato dal fatto
che l’uniforme pregiudicava l’esito dei sopralluoghi,
infatti capitava spesso che gli esercenti quando vedevono i funzionari
in divisa per le vie cittadine avvertivono gli altri esercenti
del ritenuto pericolo di ispezione vanificando
quindi l'effetto sorpresa.

-1950-

I Vigili Sanitari
e la qualifica di
"AGENTE DI PUBBLICA SICUREZZA”


I l Ministro dell'Interno Mario Scelba
(Caltagirone, 5 settembre 1901 – Roma, 29 ottobre 1991)
ad un'interrogazione
parlamentare da parte dell’Onorevole Bonino
(seduta del 4 Marzo 1950)

(Foto: On. Bonino Uberto -La Spezia, 13 marzo 1901 – 9 giugno 1988- fonte Camera dei Deputati)

AFFERMA che:

"...Pertanto, ai vigili sanitari, nei limiti delle mansioni ad
essi demandate, è da ritenersi attribuita la
qualifica di agenti di pubblica sicurezza mediante l’apposito "riconoscimento" del prefetto,
che interviene con il decreto prefettizio di approvazione
dclla nomina, e previo giuramento da prestare dinanzi al pretore “.


Il Ministro SCELBA.

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Più avanti nel 1986 sarà lo stesso Consiglio di Stato , Sezione I,
del 30 Maggio 1986 a esprimere parere favorevole per
l'attribuzione della qualifica di agente di Pubblica
Sicurezza agli Operatori professionali di Vigilanza e
ispezione (ex Vigili Sanitari).


Lo stesso Consiglio di Stato afferma:


" ...Oggi è venuto meno nei Vigili Sanitari lo stato
di dipendente provinciale e sono da ritenere abrogati,
per incopatibilità con la legge 23 dicembre 1978, n. 833,
i commi 1,2 dell'art. 91 del T.U. 1934. E' fuori di dubbio,
però, che perdurano le funzioni di vigilanza sanitaria
prevista dal 3 comma dello stesso art. 91.
Il collegamento tra queste funzioni e la qualifica di
agente di pubblica sicurezza rende compatibile con il nuovo
ordinamento il 4 comma dell'art. 91, che, quindi,
è da ritenere tuttora in vigore e suscettibile di applicazione.
Può in conclusione affermarsi che ai dipendenti del
Servizio Sanitario Nazionale, quale che sia
la denominazione che assumono nel nuovo ordinamento,
cui siano attribuite le funzioni di vigilanza sanitaria
previste dall'art. 91, 3 comma,
del T.U. 27 Luglio 1934, n. 1965,
è riconoscibile con provvedimento del
Prefetto, la qualifica
di Agente di Pubblica Sicurezza
,
in forza del combinato disposto del 4 comma
dello stesso art. 91 e dell'art. 5
della legge 7 marzo 1986, n.65.
P.Q.M.

nelle considerazioni che precedono è il parere della sezione."


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LEGGI la Seduta del
4 Marzo 1950: “BONINO: Qualifica di agente di pubblica sicurezza
ai vigili sanitari. (1790) . . Pagina 15895”

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1958
L'istituzione del
Ministero della Sanità




La svolta decisiva intorno a tutta la materia sanitaria si ebbe,
però, solo con l'istituzione del Ministero della Sanità disposto
con la LEGGE 13 marzo 1958, n. 296 (G.U. 14 aprile 1958, n. 90)
che all'art. 1 recita:
" E' istituito il Ministero della Sanità con il compito di provvedere
alla tutela della Salute Pubblica".
Quindi gli Uffici del medico provinciale
e del veterinario provinciale, passano al nuovo Ministero della Sanità.

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Medico Capo Ufficio d’igiene
– L’Ufficiale sanitario comunale doveva:
a) Vigilare sulle condizioni igieniche e sanitarie del Comune
e tenerne costantemente informato il Medico provinciale;
b) denunziare sollecitamente a quest’ultimo e contemporaneamente
al Sindaco, tutto ciò che, nell’interesse della sanità pubblica,
possa reclamare speciali e straordinari provvedimenti non che
le trasgressioni alle leggi e regolamenti sanitari;
c) assistere il Sindaco nella vigilanza igienica e
nell’esecuzione di tutti i provvedimenti sanitari ordinati,
sia dall’Autorità comunale, sia dalle Autorità superiori;
d) raccogliere tutti gli elementi per la relazione annuale
sullo stato sanitario del Comune, uniformandosi alle
istruzioni che riceverà dal Medico provinciale;
e) denunziare, ove sia del caso, al Sindaco o
all'Autorità giudiziaria le contravvenzioni alla
legge ed ai regolamenti sanitari;
f) eseguire tutto quanto gli è imposto da leggi
e regolamenti speciali.

(Targa dell'Ufficiale Sanitario Medico Capo )
 
1948-1955
Le origini associative


Nasce nel 1947
l’Associazione Nazionale
Vigili Sanitari Provinciali


Dopo la seconda guerra mondiale i Vigili Sanitari Provinciali, si
organizzarono in una prima associazione.

A Milano il 20 Settembre 1947 viene indetto il
1° Congresso Nazionale dei Vigili Sanitari Provinciali
nasce l’Associazione Nazionale Vigili Sanitari Provinciali
con sede a Milano presso la Deputazione Provinciale,
ed il loro Comitato Direttivo comprende i rappresentanti
delle Provincie di: Bergamo, Como, Firenze,
Genova, Milano,Napoli, Palermo.
Il presidente fu eletto il Vigile Sanitario
Geometra Mario Meroni.

(foto: articolo pubblicato
da Mario Meroni sul periodico
“Conquiste del lavoro” 26 Febbraio 1955)


Nel 1948 Mario Meroni scrive all’Onorevole Mario Cotellese
dell’Alto Commissario per l’Igiene e la Sanità Pubblica un memoriale
con le aspirazioni della categoria in previsione della modifica
dell’art. 91 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie ,in particolare:
1) Cambio della qualifica da Vigile Sanitario Provinciale
a Ispettore Sanitario Annonario Provinciale;
2) Abolizione della divisa;
3) Unificazione della tessera di riconoscimento su tutto il territorio nazionale.


Il 4 Aprile 1954 si costituisce
Il SINDACATO NAZIONALE DEI VIGILI SANITARI

aderente alla C.I.S.L.

Nasce il periodico “Il Vigile Sanitario”
diretto da Giovanni Pepi.

A Roma nel 1955 si tenne il primo Congresso Nazionale di tutti i
Vigili Sanitari che rivendicava il ruolo e la sua autonomia
L’assemblea non ascoltò la proposta del Mario Meroni quella di
creare una sola associazione che univa tutti i
Vigili Sanitari d’Italia (Vigili Sanitari Comunali e Provinciali).

Fu eletto come segretario generale Enrico Brancato Vigile Sanitario ,
ma ben presto dopo varie vicessitudini il sindacato venne prima
commissariato e poi sciolto (1955 - 1963).

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Concorso pubblico
per titoli ed esami
di Vigile Sanitario
(Anno 1960)

 
1956-1962

Lo scandalo delle frodi alimentari
"L'Asino in Bottiglia"

Nell'Italia degli anni Cinquanta e Sessanta si ebbe un incremento
esponenziale del consumo di alimenti.
Negli anni del miracolo economico, le industrie che si occupano
della lavorazione e della trasformazione degli alimenti cominciarono
ad assumere i caratteri propri delle grandi aziende.
Nascono le prime industrie alimentari e nuovi prodotti
(gelato industriale ecc. ).
Questa crescita della domanda avvenne però senza il rispetto dei requisiti igienico-sanitari e nutrizionali.

Il 22 Giugno 1957, il settimanale L’espresso, pubblico’ un'inchiesta giornalistica di G. Corbi - L. Zanetti intitolata
“ L’asino in bottiglia” ,
questo articolo citava le indagini delle prime associazioni
di consumatori; le quali denunciavano che l'olio di oliva veniva
prodotto con gli scarti ossei dei macelli e addirittura di asini con l’aggiunta di sottoprodotti degli idrocarburi,
attraverso un processo di esterificazione.

La denuncia dell'Espresso fece molto scalpore nell'opinione pubblica dell'epoca e portò alla ribalta per la prima volta il problema delle frodi nel campo alimentare.
Queste frodi dimostraronno che la normativa in vigore era carente e che i Laboratori Provinciali di Igiene e Profilassi non disponevano di metodiche d'analisi tali da consentire di risalire alla materia prima utilizzata; inoltre il personale ispettivo impiegato nel campo della vigilanza
" Vigili Sanitari " erano numericamente carente.

Alcuni dati allarmanti dell'epoca forniti dallo stesso Ministero della Sanità: un campione su quattro di burro non rispodeva ai requisiti di commerciabilità.
Il Parlamento reagì portando all'approvazione della Legge 30 Aprile 1962


> " Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande"
 
Gli anni 60 del Boom Economico

Sono ricordati gli anni del miracolo economico Italiano
dovuto all'aumento della popolazione ,dell'industrializzazione
di un netto miglioramento del tenore di vita dei cittadini.
Nelle case fecero il loro ingresso frigoriferi,lavatrici,
e la televisione che ebbe un ruolo fondamentale nel modificare
la vita e modelli comportamentali.
Gli anni sessanta furono importanti anche per le scienze
e le scoperte nel 1969 l'uomo misse il piede sul suolo lunare
 
1963-1969
GLI ANNI D'ORO dei VIGILI SANITARI





 
Due milioni di campioni prelevati

Durante il quadriennio 1959 - 1963 risultano esaminati dai
Laboratori Provinciali di Igiene e Profilassi ben 2 MILIONI
di campioni di sostanze alimentari, in grande maggioranza
prelevati dai Vigili Sanitari Provinciali.

La media annua si aggira su 424.000 campioni ,
di cui 11% con giudizi sfavorevoli.

I dati dimostra il notevole lavoro e impegno dei Vigili Sanitari nel contrastare le frodi alimentari negli anni 60.






(foto: vigili sanitari provinciali intenti al prelievo di latte )
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1963 Nasce U.N.V.I.S.I. "
"L'Unione Nazionale Vigili Sanitari D'Italia

Dopo varie vicessitudini e fallimenti per la creazione di un proprio
sindacato (vedi origine associative dei Vigili Sanitari).

I Vigili Sanitari, si organizzarono in una propria associazione,
nasce ad Aosta nel Maggio del 1963.


Nasce
"L'Unione Nazionale Vigili Sanitari D'Italia
U.N.V.I.S.I."


L'associazione raccoglie le tre principali categorie
dei Vigili Sanitari d'Italia: Provinciali , Comunali e Consorziali.

L'associazione nasce su iniziativa dei colleghi:

Lionello Rizzatti e di Rudda Osvaldo e
Leo Malagò e Mario Meroni.


Nasce nello stesso anno anche il Periodico
“La Vigilanza Igienico Sanitaria”
diretto
dal Lionello Rizzatti(Presidente U.N.V.I.S.I.)


( Più avanti nel 1972 al VII Convegno Nazionale, sancì il cambiamento del
nome e dello statuto dell’Associazione da UNVISI a un UNPISI. )


Al III Convegno Nazionale organizzato a Napoli nel 1964.
L’Ispettore Generale Professor Michele Muzzetto , presente in rappresentanza del
Ministro della Sanità, pronuncia le seguenti parole alla platea dei Vigili Sanitari:

" Voi siete gli strumenti più sensibili e delicati,
gli strumenti più indispensabili in quella grande fucina che è
l’ordinamento sanitario del nostro Paese; siete gli attori principali,
gli esecutori pratici dell’igiene pubblica, siete i nostri più validi,
più sicuri, più utili collaboratori.
Ed è per questo che noi abbiamo il sacro dovere di sostenervi, ed è proprio
per questo che ha il sacro dovere di sostenervi anche l’amministrazione della
Sanità, lo Stato…”.




(Rivista Vigilanza Igienico Sanitaria 1965 75° Anniversario dell'istituzione della figura del Vigile Sanitario 1890 - 1965 )

Leggi l'intervista del Giornale Libertà Piacenza:
“Rizzatti Lionello: il garante dei nostri cibi”



Sempre nel 1963 viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 11 Aprile 1963 La Legge 26 Febbraio 1963, n. 441:
" Modifiche ed integrazioni alla Legge 30 Aprile 1962, n 283"


All'art. 17 vengono istituiti gli "Ispettori Sanitari" presso la Direzione generale del Ministero della Sanità con funzioni di vigilanza e ispezione.

Tali funzioni di "Ispettore Sanitario" possono essere conferiti ad altri ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria (Carabinieri NAS).


E' un primo sintomo, invece di potenziare questo corpo di vigilanza,
se ne creano di altri, vedremo meglio cosa accadrà più avanti dopo la prima Riforma Sanitaria nel 1978.



I Vigili Sanitari capiscono che questa nuova figura è un pericolo per
la loro figura professionale e grazie all'intervento
dell'Onorevole ABATE Cosimo


(Foto: On Abate Cosimo IV Legislazione fonte Camera dei deputati)
Viene fatta un' interrogazione Parlamentare al Ministro della Sanità Jervolino
"Situazione giuridica e rapporto di impiego dei vigili sanitari provinciali ".

La risposta del Ministro Jervolino è che tale provvedimento serve a
sgravare dal pesante compito della vigilanza e controllo dei
Vigili Sanitari Provinciali.

Leggi l'interrogazione a pagina 43 del documento (-fonte Camera dei deputati )
 
-1965-

Conferimento della
Medaglia d'Oro
all'U.N.V.I.S.I
 
Il 14 Luglio 1965
il Presidente della Repubblica Saragat,
alla presenza dell'On.le Luigi Mariotti Ministro della Sanità
,consegna a Lionello Rizzatti Presidente

dell''Unione Nazionale Vigili Sanitari d'Italia

la Medaglia d'Oro al Merito della Sanità Pubblica.

per l'attività che la stessa ha svolto, nel campo della
Prevenzione delle frodi e sofisticazioni alimentari, degli
inquinamenti ambientali, incovenienti igienico sanitari e
dell'abusivismo delle arti ausiliarie.

(Altri Dirigenti UNVISI presenti alla consegna della medaglia d'oro:
Gennaro Ippolito di Napoli, Mario Felisatti di Ferrara,
Alberto Caccia di Salerno, Salvatore Ferrara di Messina,
Giorgio Ponsetti di Aosta, Edoardo Napolitani di Napoli,
Mario Rolla di Firenze e Osvaldo Rudda, Gustavo Troisi,
Lionello Rizzatti.)


( Foto: tratto dalla rivista U.N.V.I.S.I. del 1965
"Vigilanza Igienico Sanitaria". Udienza dei dirigenti (UNVSI).
il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, alla presenza
dell'On. le Luigi Mariotti Ministero della Sanità consegna a
Lionello Rizzatti Presidente
dell'U.N.V.I.S.I. ,la Medaglia d'Oro al merito della Sanità Pubblica)




Il Presidente della Repubblica Saragat ed il
Ministro della Sanità Mariotti
dichiarano all'atto
della consegna della Medaglia d'Oro ai Dirigenti U.N.V.S.I. :


( Giuseppe Saragat Presidente della Repubblica 1964 - 1971 foto: tratta dal sito fondazione Giuseppe Saragat).


" Sono pienamente consapevole dell'importanza che il problema della Vigilanza Sanitaria riveste in un Paese moderno...
E' la stessa Costituzione che stabilisce questo principio."La repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività".
L'opera dei Vigili sanitari, perciò, è altamente benemerita e io sono lieto di darne atto a voi che rappresentate questa categoria... .
Auspico altresì che il vostro lavoro anche in avvenire si ispiri alla consapevolezza di questi superiori interessi, e in questo auspicio vi ricambio il mio saluto e il mio augurio più cordiale."


Il 22 Giugno 1966 con circolare n.94 il Ministro della Sanità

individua il > 6 Luglio <
l'anniversario della costituzione del
ruolo dei Vigili Sanitari.


L'associazione UNVISI sente l'esigenza di modificare
l'ordinamento della carriera dei Vigili Sanitari
viene quindi proposta alla
Camera dei Deputati una proposta di legge il 12 Luglio 1968.

> Leggi il testo proposto nel 1968

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Titolo di apertura della rivista dell'UNVISI

("Foto tratta dal periodico La Vigilanza Igienico
- Sanitaria Annonaria - Agraria anno 1965"

Consegna della Medaglia d'Oro
"Al merito della Sanità Pubblica"
)

 
LE ONORIFICENZE
PER LA
SANITA' PUBBLICA
AI VIGILI SANITARI

 
Le Onorificenze
Il Decreto del Capo Provvisorio dello
Stato 25 ottobre 1946, n. 344 e il
Decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1952, n. 637
hanno istituito la Medaglia ai Benemeriti della
salute pubblica e al merito della sanità pubblica
con tre classi di merito:

Medaglia d'oro;
Medaglia d'argento;
Medaglia di bronzo.


( Foto: collezione privata
medaglia di bronzo ai Benemeriti della
Salute Pubblica © Copyright
)

Illustri colleghi sono stati insegniti di importanti
Onorificenze della Repubblica Italiana per la Sanità Pubblica:


( Fonte Presidenza della Repubblica -Onoreficenze-)

2 DICEMBRE 1964 DE SALVADOR Francesco Vigile Sanitario Provinciale
Medaglia di bronzo al merito della sanità pubblica

25 MAGGIO 1966 ODORICO Enzo Vigile Sanitario Provinciale
Attestato di benemerenza al merito della sanità pubblica

25 MAGGIO 1966 PONSELE’ Carlo Alberto Vigile Sanitario Provinciale
Attestato di benemerenza al merito della sanità pubblica

5 AGOSTO 1966 VALLERY Francesco Vigile Sanitario Provinciale Capo
Medaglia d'argento al merito della sanità pubblica

4 DICEMBRE 1990 RIZZATTI Lionello Vigile Sanitario
Attestato di benemerenza al merito della sanità pubblica

23 LUGLIO 1965 UNIONE NAZIONALE VIGILI SANITARI D’ITALIA
Medaglia d'oro al merito della sanità pubblica
 
-1966- Nasce a Trento il
Corso Nazionale di
Formazione
per Micologi



La figura del Vigile Micologo
(vigile sanitario - micologo)



A Trento già agli inizi degli anni 30
esiste la figura del
VIGILE MICOLOGO (Vigile Sanitario inquadrato
all'interno del Corpo di Polizia Municipale di Trento)
che svolge il servizio di consulenza micologica.
In altre parti d'Italia sopratutto nel Nord Italia
il Vigile Micologo è presente negli Uffici Comunali
o nei Ortomercati.

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Una curiosità ancora oggi ,esiste il
Servizio Micologico della Polizia Municipale di Trento

Si tratta di Agenti in possesso dell'attestato di Micologo
(DMS 686/96) che hanno eredità dai Vigili sanitari Micologi questo
compito, si occupa della cernita e certificazione dei funghi del
mercato dei funghi della città di Trento, conosciuto in Europa per
le numerose specie di funghi poste in vendita (circa un centinaio)
ed è l’unico che consente la vendita dei funghi alla rinfusa,
il tradizionale misto.

> CONVENZIONE CON L'AZIENDA PROVINCIALE PER I SERVIZI
SANITARI PER L'ESPLETAMENTO DELL'ATTIVITA' DI CONSULENZA
AI PRIVATI E CERTIFICAZIONE DEI FUNGHI EPIGEI AMMESSI ALLA
VENDITA NEL MERCATO TRADIZIONALE DI PIAZZA VITTORIA TRENTO

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La Circolare del Ministero della Sanità ,n. 219
del 13 febbraio 1966 con il titolo:

" Corsi d'aggiornamenti per personale sanitario addetto al controllo dei funghi presso il Gruppo Micologico “G. Bresadola” di Trento."


Istituisce a Trento la scuola di formazione per Micologi,
unica in Europa si formano
(Vigili Sanitari, Medici, Chimici, Farmacisti)
destinati alla verifica e cernita dei funghi epigei
freschi spontnei per il consumo al pubblico.
Il corso è a numero chiuso (circa 40-50 allievi)
e vede la partecipazione di personale sanitario
da tutta l'Italia, il direttore e docete è
l'illustre micologo Ing Bruno Cetto (1921 - 1991).
 
Si riporta
la circolare
che
istituisce il corso
da Micologo a Trento
 
(foto: rivista La Vigilanza Igienico Sanitaria
organo dell'UNVISI)

Già nel 1964 era sentito dalla
categoria
l'istituzione di una scuola
professionale
per Vigili Sanitari)
 
IL PERCORSO SCOLASTICO
del Vigile Sanitario

Per accedere al profilo del Vigile Sanitario era necessario
la terza media
(Circolare del Ministero degli Interni n. 64 del 04/08/1939)
successivamente più tardi per il
“Personale di Vigilanza e Ispezione delle USL”
(D.M. 30 gennaio 1982 ) viene richiesto il titolo di:
Scuola Media Superiore: diploma di Perito industriale,
diploma di Perito Agrario, diploma di Geometra.


Per lungo tempo quindi viene a mancare
una formazione specifica una "Scuola".


Tranne alcune poche eccezioni:


-Le scuole dirette a fini speciali SDFS-
Sul finire degli anni 80 vengono attivati in
alcune Università
(Pavia, Chieti, Roma, Bari, Cagliari, Aquila, Genova).
dei corsi di durata biennale
Scuole Dirette a Fini Speciali (SDFS) in:

"Tecniche con funzioni ispettiva
per la Tutela della salute nei Luoghi di Lavoro"

"Tecnico per la protezione ambientale e per la sicurezza".


-Scuola di micologia-
I corsi organizzati a partire già dal 1966
(Circolare n. 55 del 04 Aprile 1966 )
dalla Provincia di Trento sotto l'egida del Ministero della Sanità
per il rilascio dell'attestato di MICOLOGO
anche questi di durata biennale.



Al Personale di Vigilanza e Ispezione (ex Vigili sanitari)
manca quindi un proprio percorso scolastico diversamente
da quanto invece era avvenuto per le altre professioni
sanitarie come gli infermieri, ostetriche ecc.
con la creazione di scuole a fini speciali.

A tal riguardo si riporta uno stralcio della
discussione del disegno di legge del 1963
,già allora si sentiva l'esigenza per il Vigile Sanitario
di una propria "Scuola":

ATTI PARLAMENTARI CAMERA DEI DEPUTATI
SEDUTA DEL 14 FEBBRAIO 1963 :
Modifiche e integrazioni alla legge 30 aprile1962, n. 283,
sulla disciplina igienica della produzione e della
vendita delle sostanze alimentari e delle bevande
.
nella quale On. Ricca afferma :"

.
(foto dell' On Ricca Carlo III Legislatura 10 giugno 1921 - 14 novembre 1984 dal sito: http://legislature.camera.it)

... In tutti i comuni, nessuno escluso, i l numero
dei vigili sanitari non è assolutamente sufficiente
per le esigenze di un costante e rigoroso controllo
del settore alimentare.
Molto spesso si tratta poi di personale non
sufficientemente preparato .
Non dovete meravigliarvi, onorevoli colleghi,
di questa asserzione, in quanto nel
nostro paese, mentre esistono, giustamente ,
scuole per infermieri professionali,
per assistenti sanitari, per vigilatrici
di infanzia , per ostetriche, ecc ., non esiste,
invece, una scuola per vigili sanitari.
Eppure si sa che i vigili costituiscono la
longa manus degli ufficiali sanitari,
dei medici provinciali e dei direttori
delle due sezioni del laboratori o
provinciale di igiene e profilassi, sono
i loro coadiutori più preziosi .

....È assolutamente indispensabile istituire scuole
su un piano regionale od interregionale che diano
una seria e fondata preparazione, in modo da
consentire che questa categoria, non certamente
inferiore per importanza nel
campo sanitario alle infermiere professionali
o ad altre categorie, fondamentalmente e
tecnicamente addestrata, possa esercitare
con prestigio, con sicurezza e con efficaci
risultati il suo delicato compito.
Le scuole stesse, che dovrebbero avere
un corso biennale, o meglio triennale,
e dovrebbero essere create dal Ministero
della sanità di concerto con quello della
pubblicaistruzione, potrebbero anche
servire per periodici corsi di aggiornamento,
svolti su un piano eminentemente pratico,
al personale ora in servizio.

Se si vuole dare una impronta di serietà
a questa attività, che è importantissima
per la tutela della pubblica salute, bisogna
sancire che d'ora innanzi nessuno
può presentarsi ai concorsi per
vigili sanitari se non è in possesso
del diploma di vigile sanitario
rilasciato dalle scuole predette . ..."


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Il 16 Gennaio 1964
Viene proposto
da parte degli On. AMADEI Giuseppe e On. CARIGLIA una LEGGE

per l' Istituzione di scuole professionali
e di corsi di aggiornamento per vigili sanitari, provinciali, comunali e consorziali.



CONSULTA LA PRPOSTA DI LEGGE (Fonte Camera dei Deputati)


"SI DEVE ASPETTARE BEN 33 ANNI PRIMA CHE SI REALIZZI
E VENGA ISTITUITA
LA PRIMA SCUOLA UNIVERSITARIA (DMS 58/97 )
PER L'OPERATORE DI VIGILANZA
TECNICO DELLA PREVENZIONE (EX VIGILE SANITARIO
- EX OPERATORE DI VIGILANZA E ISPEZIONE)."


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1970-1977

I Vigili Sanitari
in prima linea
nelle
emergenze sanitarie


In questi anni i Vigili Sanitari
che operano negli Uffici
del Medico Provinciale
sono impegnati in diverse
emergenze sanitarie.

Questi operatori malgrado lavorino senza attrezzature idonee e
con turni massacranti apportarono la loro opera al servizio della
collettività del nostro Paese .

(Foto: l'epidemia di colera a Napoli 1973)

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-1970-
Il gesto eroico




Il 19 giugno 1970 negli uffici del Comune di Liveri di Nola è la strage.
Un pregiudicato Pandico (che più tardi sarà anche ricordato
come uno dei calunniatore del povero Enzo Tortora ), innervosito
dalla lentezza di un impiegato nel rilasciagli un duplicato dell’atto
di nascita, è preda ad un raptus paranoico estrae una pistola e
incomincia a sparare all'impazzata. Interviene il
-Vigile Sanitario Guido Adrianopoli che tenta di disarmarlo,
ma per questo gesto eroico viene ucciso.

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-1973-
-Il Colera a Napoli-
(foto: vacinazione di massa epidemia di colera a Napoli )

Nell’agosto del 1973 a Napoli scoppia un’epidemia di colera;
come in ogni epidemia che si rispetti si scatennò la
caccia all'untore la causa venne attribuita alle
cozze coltivati nel golfo di Napoli inquinato dagli scarichi
fognari a cielo aperto realizzati in epoca borbonica,
i quali finivano in mare senza alcuna depurazione.
Venne allestita una Task Force costituita da:
Vigili Sanitari, Carabinieri ,Vigili Urbani e Polizia Marittima
per sequestrare i vivai di mitili considerata all'epoca il
"Cibo dei poveri" ,venduti dagli ambulanti nelle
varie stradine della città di Napoli.

Alla fine dell'epidemia i morti furono almeno 19
e i contagiati ben più di cento.



(Foto: Colera a Napoli anno 1973 Bonifica Aree dal sito www.lagazzettadelmezzogiorno.it)

-1976-
Diossina a Seveso-
L'intervento dei Vigili Sanitari Provinciali



Nel 1976 presso lo stabilimento chimico dell' ICMESA una valvola di sicurezza
del reattore esplode provocando la fuoriuscita di diossina nebulizzata.
La città viene evacuata dopo che muoiono i primi animali da cortile, le
piante ingialliscono alcuni bambini accusano bruciori sul corpo e qualche
giorno dopo saranno ricoverati con ustioni come da bruciature.

Una grave sciagura che ha inflitto alla popolazione di Seveso sofferenze gravi e ingenti.

L'Amministrazione Provinciale di Milano, in collaborazione con la Regione Lombardia mette subito a disposizione le sue strutture tecniche, tra cui
il Laboratorio provinciale di igiene e profilassi e una squadra di Vigili Sanitari Provinciali.

I Vigili Sanitari furono utilizzati sia per il controllo del
rispetto delle norme all'interne della zona inquinata dalla diossina e
sia per i prelievi di campioni (terra, vegetali,alimenti ecc. )
e alla prima mappatura (Luglio-Agosto 1976).

Alla seconda mappatura (Settembre 1976) Tecnici dell'I.S.S. ed i Vigili Sanitari Provinciali.

Alla terza e quarta mappatura (Dicembre 76 - Gennaio e Marzo 78) i Vigili Sanitari Provincial! e gli analisti del L.P.I.P. settore TCDD .

Il Laboratorio Provinciale di Igiene e profilassi è stato interessato
alle analisi prima e dopo bonifica che alla conduzione dei prelievi
unitamente ai vigili sanitari provinciali.

> Furono effettuati ben 1.728 controlli relativi a tutte le abitazioni bonificate.


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(Foto: tratta dalla rivista Vigilanza Igienico Sanitaria
U.N.P.I.S.I -
Convegno 1979 sul tema dell'inquinamento )
 
1973
Nasce l'U.N.P.I.S.I.

Al V° Congresso U.N.V.I.S.I. tenutosi a Viareggio il 5 e 8 Ottobre 1972
si decide di cambiare denominazione dell'assosiazione togliendo il termine
Vigile Sanitario con Personale Ispettivo Sanitario.

A Roma il 17 novembre 1973 la giunta esecutiva eletta
al congresso di Viareggio decide il cambio della
denominazione dell'associazione da U.N.V.I.S.I. a U.N.P.I.S.I.
(Unione Nazionale Personale Ispettivo Sanitario d'Italia).

Al VI° Congresso tenutosi a Scalea il 22 e 26 Ottobre 1978
viene ufficialmente costituita l'U.N.P.I.S.I. .

Questo provoca uno strappo all'interno della STESSA
categoria provocando la nascita di altre associazione:

(1978) Unione Nazionale dei Vigili Sanitari del Piemonte
(1979) Associazione Nazionale Operatori Sanitari e delle Guardie di Sanità
(1980) Associazione degli Ispettori d'Igiene del Comune di Roma


Questo genere confusione, in un momento storico cruciale
la prima riforma sanitaria e la nascita del Servizio Sanitario d'Italia.
 
-1978-

LA PRIMA GRANDE
RIFORMA
SANITARIA IN ITALIA

 
L’Italia, rende concreta la salvaguardia del diritto dei cittadini della salute,
prevista dall’articolo 32 della Costituzione.


Art. 32.
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo
e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.


Il modello è molto simile a quello già istituito in Gran Bretagna
ben vent’anni prima.
Essa si basa sull’istituzione di un Servizio Sanitario Nazionale,
avente tre caratteristiche essenziali:

· essere un sistema universale, che riguarda la totalità della popolazione;
· essere un sistema unificato;
· essere un sistema uniforme, garantendo le stesse prestazioni a tutti gli interessati.


Il Servizio Sanitario Nazionale, la cui attuazione spetta ai vari livelli
>STATO
>REGIONI
>UNITA' SANITARIE LOCALI

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Il trasferimento
dei Vigili Sanitari nelle USL



Con l'istituzione nel 1978 della legge n. 833 del
“Servizio Sanitario Nazionale (S.S.N.)"
il personale
appartenente sia ai Vigili Sanitari Comunali che Provinciali
vennero trasferiti (1980) nelle
“Unità Sanitarie Locali"
nelle cui
strutture continuarono a svolgere le loro funzioni di
vigilanza igienico-sanitaria.

La Legge 833/78 di riforma del SSN affida alle ASL l'esercizio dirette
delle funzioni di prevenzione, di controllo e di vigilanza dell'intero
settore alimentare, ambientale e nelcapo dellasicurezza negliambienti da lavoro.
Nel campo alimentare tale attività comprende anche tutte le altre
attività finalizzate all'accertamento della qualità igienico-sanitaria
e alla verifica dell'idoneità dei locali, impianti, attrezzature e del personale sia in fase antecedente
all'inizio delle attività lavorative
(Autorizzazioni Sanitarie) sia durante lo svolgimento.

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1980-1990
TRA LUCI E OMBRE



Sono numerosi gli interventi effettuati dal
personale di vigilanza che si è distingue in operazioni
delicate a
rilevanza locale e nazionale.


Ma inizia anche un lungo periodo di ombre,
dovute all'inefficienza
causate dalla frammentazione dei servizi ispettivi,
e dalla cattiva organizzazione delle USL.


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-1980-
Il Terremoto in Irpinia
L'intervento dei Vigili Sanitari del Centro Nord Italia
in aiuto alle popolazioni colpite.


Il 23 novembre 1980 un forte sisma colpisce la
Campania e la Basilicata, causando 8848 feriti e ben 2914 morti

La regione Lombardia invia in aiuto
anche squadre di Vigili Sanitari per l'attività di
assistenza tecnica e sanitaria alla popolazione colpita.

Con Ordinanza n° 205 del 15 Aprile 1981
vengono distaccati all' Ufficio del Medico Provinciale di Avellino
10 Vigili Sanitari e altri 10 all'Ufficio
del Medico Provinciale di Avellino


 
-1985-
I Pomodori Campani
al Tekim


Nel 1985 fu scoperto che il TEMIK, un potente pesticida, era stato usato
in modo illecito per la coltivazione del pomodoro nele culture
del pomodoro nella regione Campania.
Questo antiparassitario infatti era consentito solo ed esclusivamente per la coltivazione delle barbabietole da zucchero.
Tutto nasce da una denuncia fatta dalla confcoltivatori di Napoli che
denuncia l'utilizzo massiccio del Temik nelle campagne
del Nolano e dell' Acerrano.
L' assessorato alla Sanità della Campania interviene inviando un fonogramma alle unità sanitarie delle zone di Acerra e di Nola
chiedendo il sequestro cautelativo dei raccolti e ulteriori indagini.
I Vigili Sanitari effettuano campionamenti sui raccolti e visite ai rivenditori di Temik.
Le analisi confermeranno la presenza del pesticida sui raccolti
e la relativa distruzione.
 
Il 1986-
Un anno difficile


I Servizi di Prevenzione delle USL devono affrontare tre emergenze:
l'acqua potabile contaminata dall'atrazina, il vino al metanolo e
la nube radioattiva sviluppata dopo l'esplosione
della centrale nucleare di Chernobyl.


-Il caso Atrazina-


A maggio 1986 scoppia il caso dell’atrazina nella falda freatica che serve
gli acquedotti della Bassa Bergamasca.
Viene vietata l'utilizzo dell’acqua per scopi alimentari: la popolazione deve rifornirsi d’acqua da autobotti.
La contaminazione è dovuta all'utilizzo della atrazina nell'agricoltura
come pesticida; secondo la legge dell’epoca, l’atrazina
non poteva essere presente in falda in dosi superiori a 0,1 microgrammi
per litro d’acqua:
tale soglia viene è ampiamente superata di oltre 10 volte.
Il ministro della sanità Carlo Donat Cattin nel 1987 emise due
ordinanze con le quali proibiva l'uso dei principi attivi atrazina; con una seconda ordinanza del 1988 l'acqua tornò di nuovo potabile.
Tale provvedimento fece scoppiare un grosso caso politico e indignazione nell'opinione pubblica.
 
L'INVOLUZIONE
del Vigile Sanitario


Il trasferimento del personale ispettivo nelle U.S.L.
dopo la prima grande riforma sanitaria nel 1978 e
il conseguente smantellamento degli Uffici del
Medico Provinciale, crea numerosi problemi.
Le difficoltà furono sostanzialmente di duplice
natura: i diversi livelli retributivi del personale ispettivo
provenienti dalla provincia (Vigile Sanitario Provinciale)
e comunale (Vigili Sanitari Comunali degli Uffici
di Igiene dei Comuni )e le loro diverse competenze.


 
Inizia la regressione, la perdita di identità del ruolo professionale
Nei Servizi di Prevenzione (Servizio Igiene Pubblica e PMP)
delle USL a seguito del DPR n. 761/1979 vengono trasferiti
oltre ai Vigili Sanitari altre figure minori
(ex Vigili Urbani, ex Assistenti ecc.)
addirittura in alcuni casi anche ex portantini ospedalieri e
uscieri degli uffici comunali che approfittando del
passaggio nelle USl hanno la possibilità di un avanzamento di carriera.

Il personale ispettivo passa da un'organizzazione
con impronta “MILITARE”
(non dimentichiamo che
all'inizio dipendevano dalle Prefetture Ministero degli Interni e
solo dopo nel 1958 dal Ministero della Sanità)
all'apice del comando era presente il Medico o il
Veterinario Provinciale e a caduta il
Capo Vigile e i Vigili collaboratori

quindi regolata da un rapporto gerarchico
interno alla propria categoria .

Mentre quella dell'USL organizzazione burocratica
di stampo "Weberiano" al suo vertice di comando,
erano collocati non un singolo Dirigente, ma svariati
dirigenti Medici e Veterinari che interferendo nella
programmazione e nell'autonomia operativa
del personale ispettivo.

Il personale ispettivo che era costituito prima come
un proprio " Corpo di Polizia "
subbisce la divisione in settori e
sotto settori (acqua potabile, ristorazione collettiva,
igiene edilizia, nucleo ambientale ecc. ) alcuni
di essi vengono trasferiti nei laboratori dei
P.M.P. utilizzati come Tecnici di Laboratorio.

Altre volte vengono poi utilizzati per coprire ruoli
con mansioni "Inferiori" al loro ruolo istituzionale
occupandosi della Polizia Mortuaria “Necroscopi”
utilizzati per esumazioni, verifica del
feretro, trattamento antiputrefattivo delle salme ecc. o
come autisti o amministrativi ecc. . .
Le conseguenze sono nefaste, perdita dell' identità
del suo profilo e della sua autonomia.

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In una nota del 6 Maggio 1981 (prot. n°61.2.3/5014 Crirc. N. 10)
del Ministero della Salute indirizzata a tutte le Regioni
in merito all'applicazione del D.P.R. 26.03.1980,n°327


"Regolamento di esecuzione della legge 30.04.1962 n. 283,
concernente la disciplina igienica della produzione
e vendita di alimenti e bevande."
Si legge:


"...Data l'insufficienza delle attuali strutture di vigilanza
igienica rispetto all'eccezionale ampiezza dei compiti
cui sono preposte, si
raccomanda di ricercare e di attuare una stretta cooperazione con
il N.A.S. e con tutti gli altri organi di polizia giudiziaria.
Anche perchè i servizi e presidi sanitari delle U.S.L. operano
in ambiti territoriali che risultano spesso inadeguati
per risalire alla fonte di molti illeciti..."

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Una professione quindi nata come organo di
“Polizia Sanitaria” finalizzata all'attività
di VIGILANZA E CONTROLLO, viene soffocata
da una struttura organizzativa quella delle USL
altamente burocratica e fortemente
politicizzata.

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Congresso UNPISI di ROMA 1985
Tenutosi nel 1985
L'Associazione di categoria UNPISI
al congresso di Roma rivendica
il ruolo del personale ispettivo
delle USL
nella lotta contro
le frodi alimentari
Il tema congressuale è appunto:
"L'Ispettore D'Igiene necessario
presidio di prevenzione e
repressione nei reati contro
la salute"


( Foto tratta dalla rivista "Vigilanza Igienico Sanitaria
Organo del Personale Ispettivo Sanitario D'Italia 1985 " )
 
Il Vino metanolo

la prima grande crisi alimentare... .


Marzo 1986 alcune aziende vitivinicole fecero ricorso al metanolo,
per alzare la gradazione alcolica di vini di scarsa qualità, causando
la morte di 19 persone e la cecità di altre 15.

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Lo scandalo mostrò la grande debolezza dei controlli ufficiali
in campo alimentare causato dal nuovo assetto dei Servizi Ispettivi
delle USL
; alcuni numeri segnificativi: dai 450 mila controlli e ispezioni effettuate solo nel 1979 dagli UFFICI dei MEDICI PROVINCIALI ai circa 80 mila tra il 1980-1985 nelle USL Nazionali.

Lo scandalo sconvolse la nazione e i politici dell'epoca, le responsabilità dell'allora Ministro della Sanità Costante Degan, per gli omessi controlli.

Dalla lettura del disegno di legge:


Nella discussione del disegno di legge: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 11 aprile 1986, n . 104, recante misure urgenti in materia di prevenzione e repressione delle sofisticazioni alimentari
(Fonte: Camera dei Deputati -3677-).


Emerge che:

"... È riscontrabile infatti che, mentre si chiede un maggior coordinamento degli interventi ed un potenziamento dei servizi preposti ai controlli, tutto questo si inserisce in un particolare momento di applicazione della riforma sanitaria.
Le critiche alla sanità pubblica ormai si sprecano ; i tentativi sistematici di attribuire alle USL e agli amministratori delle stesse la causa delle carenze della sanità sono ormai diffusi e, direi, quotidiani ; come pure gli inviti e le pressioni per ridurre la spesa pubblica nella sanità e all'interno della stessa sacrificando la prevenzione ed ancora una volta privilegiando la cura.

Mentre succede tutto questo non è possibile meravigliarsi che le strutture pubbliche nel settore della prevenzione non abbiano funzionato, quando sono state private non solo dei necessari finanziamenti, ma anche dei necessari sostegni politici per rendere le loro prestazioni motivate ed apprezzate...".

"...Non deve quindi destare stupore il fatto che i controlli compiuti su tutto il territorio nazionale siano scesi dai 450 mila del 1979 ai circa 80 mila l'anno durante il periodo 1980-1985..."


Viene emanato quindi ilDecreto Legge 18 Giugno 1986, n. 282“ Misure urgenti in materia di prevenzione e repressione delle sofisticazioni alimentari”

Tra le diverse disposizioni viene istituito presso il Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste - l'Ispettorato Centrale Repressioni Frodi venne potenziato il contigente
del Nucleo Antisofisticazione dell'Arma dei Carabinieri.

Il decreto prevede che in caso di frode alimentare sia attivato un coordinamento dei vari organismi di controllo: Ispettorato Centrale Repressioni frodi, Nucleo Antisfisticazioni dell'Arma dei carabinieri, Nucleo di Polizia Tributaria del Corpo della Guardia di Finanza, il Corpo Forestale dello Stato, la Polizia di Stato.

Manca in questo lungo elenco gli Operatori Professionali di Vigilanza e Ispezione (ex Vigili Sanitari)

E' un colpo per questa categoria che si vede esclusa dalle stesse istituzioni , ma che provvede in sede locale alla vigilanza e al sequestro delle bottiglie al metanolo.

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Il disastro di Chernobyl



Il 26 Aprile 1986 esplode il reattore nucleare della centrale di Chernobyl (Ucraina).

Tale esplosione produsse nubi tossiche composte da materiali radioattivi che si spostarono nei giorni successivi su tutta l'Europa.
In Italia devono passare diversi giorni per capire l'entità del pericolo.
Il Ministero della Sanità emana un'Ordinanza:

"Disposizioni contingibili ed urgenti cautelari per la sanità pubblica con efficacia estesa all'intero territorio nazionale".

I provvedimenti disposti furono: divieto di vendita al pubblico e di consumo di vegetali per tutta la popolazione e per il consumo di latte fresco per i bambini fino a 10 anni e per le gestanti.

Il Personale di Vigilanza e Ispezione (ex Vigili sanitari) opera in modo efficiente:
distruzione immediata delle merci ortofrutticole negli ortomercati,
campionamento dei foraggi e degli alimenti.

Lavorano sette giorni su sette, con turni massacranti a tutela della Salute Pubblica.

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1979-1984
LA CONFUSIONE...
IL DOPPIO RUOLO PROFESSIONALE:
TECNICO e SANITARIO



Il suo inserimento nel S.S.N. lo vede collocare in modo confusionale in due ruoli professionali:

Nel profilo professionale del TECNICO:

ASSISTENTI TECNICI del RUOLO TECNICO TAB: E, di cui alla tabella 1 allegata al DPR del 20 Dicembre 1979 n. 761, come personale tecnico diplomato addetto a servizi di Vigilanza Igienica, nel quale comprendono:
Ispettori d'Igiene, Tecnici d'Igiene, Delegati Sanitari e altri


Nel profilo professionale SANITARIO:

PERSONALE DI VIGILANZA E ISPEZIONE -OPERATORE PROFESSIONALE di I CATEGORIA RUOLO SANITARIO Tab. M che comprendono:
Vigili Sanitari e Guardie di Sanità.


Solo più tardi nel 1982 il Consiglio Sanitario Nazionale esprimerà parere favorevole per l'inserimento in un unico ruolo quello SANITARIO.


1984
Dal Vigile Sanitario al
PERSONALE DI VIGILANZA E ISPEZIONE


I Vigili Sanitari cambiano la denominazione in
“Personale di Vigilanza ed Ispezione”
ai sensi del
Decreto del Presidente della Repubblica 7 Settembre 1984, n. 821

"-Attribuzioni del personale non medico addetto ai presidi, servizi e uffici delle Unità Sanitarie Locali".


L'operatore di Vigilanza e Ispezione viene diviso in due ruoli:
di coordinatore (ex Vigile sanitario Capo) e di collaboratore (Vigile Sanitario):


Capo X - Personale di vigilanza e ispezione: operatore professionale di I categoria

25. Operatore professionale coordinatore.


- L'operatore professionale coordinatore svolge attività di vigilanza e ispezione proprie dell'unità operativa cui è assegnato.
Partecipa all'attività di accertamento e controllo analitico di laboratorio dell'unità operativa cui è assegnato.
Coordina l'attività del personale nella posizione di collaboratore predisponendone i piani di lavoro nell'ambito delle direttive impartite dal responsabile o dai responsabili dell'unità operativa nel rispetto della autonomia operativa del personale stesso e delle esigenze del lavoro di gruppo.
Svolge attività di didattica nonché attività finalizzata alla propria formazione.
Ha la responsabilità professionale dei propri compiti limitatamente alle prestazioni e alle funzioni che per la normativa vigente è tenuto ad attuare.


26. Operatore professionale collaboratore.


-L'operatore professionale collaboratore, nel rispetto di quanto stabilito nell'articolo precedente, nell'ambito dell'unità operativa cui è assegnato, partecipa alla formulazione dei piani di lavoro e di intervento.
Secondo le direttive ricevute, svolge le attività di vigilanza e di ispezione di specifica competenza; partecipa all'attività di accertamento e di controllo analitico di laboratorio dell'unità operativa cui è assegnato.
Assicura gli interventi previsti dai piani di lavoro e riferisce al coordinatore sui risultati dell'attività espletata.
Svolge attività di didattica ed attività finalizzata alla propria formazione.
Ha la responsabilità professionale dei propri compiti limitatamente alle prestazioni e alle funzioni che per la normativa vigente è tenuto ad attuare


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Le mille denominazioni

del Personale di Vigilanza e Ispezione.


In questi anni inoltre in alcune Regioni d'Italia e USL erano in uso svariate e improprie denominazioni che identificavano la figura del Personale di vigilanza e ispezione, in quelle di:
Ispettore d'Igiene, Tecnico d'Igiene, Tecnico Ambientale, Tecnico Sanitario, Ispettore Sanitario ecc. .


Queste denominazioni improprie causano un'ulteriore confusione , sia tra gli stessi operatori e sia tra i cittadini.

E' il segnale di un FORTE MALESSERE
Queste pittoresche denominazioni hanno motivazioni profonde; si cerca di supplire la mancanza di norme professionali che tutelano la catgoria con una nuova identità.
E' importante differenziarsi tra il collega che lavora al Servizio Veterinario da quello del Servizio Igiene Pubblica o Ambientale o del P.M.P. .

Fotografa la frammentazione dei vari servizi di prevenzione e della formazione di base eterogenea di questi operatori.

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Gli anni 90
Mani pulite... .



Nei primi anni 90 gli organi di informazione, pongono alla ribalta della cronaca, eventi che vengono etichettati con il termine di “Malasanità”, sono episodi di corruzione, di sprechi, di malaffare che riguardano non solo il S.S.N. , ma la Pubblica Amministrazione in genere.
Questi sono gli anni dell’inchiesta della magistratura denominata " Mani Pulite" che ha scoperchiato il coperchio su un sistema basato su corruzione, concussione e finanziamenti illeciti.
Le Usl erano considerate a ragione o a torto dei grossi apparatipoco efficienti e con bilanci sempre in rosso dove i vertici di comando erano costituiti non da tecnici ma da politici.
Il personale ispettivo nelle Usl risente di questa ondata mediatica di inefficienza e di sprechi nelle Pubbliche Amministrazioni.

Sono anni che vedono un un susseguirsi da parte degli organi politici nazionali e delle Istituzioni Nazionali dell'utilizzo massiccio di altri organismi di vigilanza a valenza nazionale, non solo per intervenire rapidamente e repprimere episodi criminosi di sofisticazioni o altro , ma spesso utilizzati in sede locale per la normale attività di vigilanza sanitaria che è di competenza per legge (Legge 283/62) alle USl territoriali.


Pian piano questa professione diventa un "Fantasma" agli occhi delle istituzioni e conseguentemente ai mezzi di informazione.

Un episodio significativo accade nel 1991,
spiega il tipo di clima che c'era da parte delle istituzioni nei confronti dei Servizi di Prevenzione delle USL.

Il Ministro della Sanità De Lorenzo durante una nota trasmissione televisiva "Creme Caramel" affermava che il controllo di genuinità degli alimenti in commercio sia di esclusiva pertinenza dei NAS dei Carabinieri.

Tale affermazione provoca un'interrogazione parlamentare da parte dei Deputati: Benevelli, Montanari, Fornari, Perinei, Tagliabue
Ecco un estratto del testo:
"... L'enfasi che il Ministro ha portato sulle attività di repressione si è accompagnata al mancato sostegno finanziario, organizzativo
e di intelligenza al complesso delle attività di prevenzione.
Se non ritenga di dover promuovere il potenziamento dei servizi di prevenzione
e di ispezione igienico-sanitaria, valorizzandone da subito appieno le competenze
e le e le professionalità".


La Legge 833/78 infatti attribuisce a livello centrale il compito di quegli interventi che per il loro rilievo pluriregionale, nazionale e internazionale necessità di indirizzi unitari e simultanei per l'esercizio dei quali il Ministero della Salute si avvale dei Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell'Arma dei Carabinieri, secondo quanto disposto dal DM del 25.01.1979.
Qualche anno dopo nel 1993 lo stesso Ministro della Sanità Francesco De Lorenzo e il direttore del Servizio Sanitario Nazionale Duilio Poggiolini e la moglie vengono travolti da tangentopoli con accuse gravissime.



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1993 Il Referendum
L'istituzione delle Agenzie Ambientali


Il referendum del 1993, tolse alla ASL la competenza sui controlli ambientali.


(Tecnico dell'Arpa Puglia foto tratta da: www.legambiente.eu)

Lo stesso referendum venne proposto da alcuni partiti politici , l'idea e che togliendo il controllo ambientale affidato alle Usl , lo stesso sarebbe stato svincolato da eventuali pressioni politiche, migliorando la vigilanza e la prevenzione ambientale.

La vittoria del referendum spinse il legislatore a promulgare il D.L. 4 dicembre 1993, n. 496 "Disposizioni urgenti sulla riorganizzazione dei controlli ambientali e istituzione della Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente", convertito in L. 21 gennaio 1994, n. 61.Sulla base di questa legge nazionale le regioni e le provincie autonome di Trento e Bolzano hanno istituito con proprie leggi le Agenzie regionali (o provinciali) per la protezione ambientale (ARPA o APPA).

Le conseguenze furono nefaste :
Una parte dei colleghi “Operatori di Vigilanza e Ispezione” che si occupavano di AMBIENTE furono trasferiti nelle nuove Agenzie.

In pochi anni i controlli ambientali sul territorio vengono drasticamente ridotti rispetto a quelli svolti dalle allora USL, aumentando invece quelli degli altri organi di controllo: Polizia Municipale, Polizia Provinciale, Carabinieri NOE, Corpo Forestale.

In questi anni purtroppo il binomio rifiuti e malavita diventerà sempre più stretto con le conseguenze che noi tutti conosciamo.

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-1992-

Inizia il
periodo
delle
Riforme Sanitarie


 
In Italia nel 1992-1993 inizia un nuovo
processo di trasformazione delle organizzazioni sanitarie pubbliche
(Seconda Riforma Sanitaria)le USL (Unità Sanitarie Locali)
si trasformano in Aziende Sanitarie (aziendalizzazione ,regionalizzazione, Direttore generale, contabilità generale, finanziamento a tariffa, ritenzione utili) attraverso i d.lgs.vi 502/92 e 517/93
la scelta è dettata sia dalla mancanza di controllo della spesa e sia dalla necessità di introdurre criteri di efficienza e di efficacia nella gestione dei servizi sanitari pubblici.
In particolare il Decreto Legislativo 30 dicembre 1992 n. 502 "Riordino della disciplina in materia sanitaria", ha predisposto la seconda riforma sanitaria italiana, istituendo le Aziende sanitarie (Aziende USL ) e i Dipartimenti di Prevenzione, cui vengono affidate le prestazioni di igiene e sanità pubblica, prevenzione e sicurezza in ambienti di lavoro, igiene degli alimenti e della nutrizione e veterinarie.

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1994-1999
GLI ANNI DELLA TRASFORMAZIONE


Inizia una nuova fase di emancipazione del personale ispettivo delle USL, un processo di riforma che non si è ancora concluso.
Nell'adunanza Generale del 19 Dicembre 1996 (Gab. n. 192/96 Sez. I n. 2510/96) il


Consiglio di Stato

relaziona in merito all'individuazione della figura e del relativo profilo professionale del Tecnico della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro ai sensi dell'art. 6 terzo comma del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 si pronuncia ecco alcune parti del documento:

"...La verifica delle esigenze sanitarie del Paese, con riferimento anche ai nuovi modelli dei servizi sanitari ed ai bisogni assistenziali della popolazione, ha fatto emergere la necessità di individuare ulteriori figure professionali, acune delle quali sono riconducibili a figure preesistenti, mentre altre riassumono competeneze e funzioni già svolte da diverse categorie (es. Tecnico della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro). ...Ulitilità della specifica figura: il Tecnico della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro è competenteper tutte le attività finalizzate alla prevenzione mediante il controllo dei fattori di rischio presenti nel territorio, negli ambienti di vita sia collettivi che individuali, dell'igiene e sanità veterinaria, del controllo degli alimenti e delle bevande, delle condizioni di sicurezza degli impianti, del controllo dei prodotti cosmetici e dell'etichettatura dei prodotti e quant'altro previsto da leggi e regolamenti in materia di prevenzione, nell'ambito delle proprie competenze.Svolge funzioni di prevenzione agendo sui processi potenzialmente nocivi e sui rischi insiti in ciascuno di essi, tramite la conoscenza dei mezzi idonei ad evitare e/o contenere la comparsa e comunque prevenire le possibili derivazioni di danni e/o disturbi.Attualmente per svolgere i compiti di prevenzione attribuiti dalla normativa nei servizi di igiene pubblica, veterinaria, igiene e sicurezza sul lavoro ei laboratori di sanità pubblica, (si precisa che la denominazione dei servizi cambia da regione a regione), oltre a personale laureato: medico, ingegneri, chimici ecc. , operano gli operatori professionali di vigilanza e ispezionee gli assistenti tecnici.B) La collocazione nel S.S.N. discende dalla figura professionale così come delineata sub . A.Il personale addetto alla "vigilanza e ispezione" attualmente in servizio nell'ambito del SSN, presso le USSL e i Presidi Multizonali di prevenzione è costituito da circa 30.000 unità. Detto personale è dislocato presso le USSL. Parte del citato personale andrà a prestare la propria attività ispettiva presso le costituende Agenzie regionali di Prevenzione Ambientale..."


Finalmente viene pubblicato sulla


Gazzetta Ufficiale del 14 Marzo 1997 il Decreto 17 Gennaio 1997, n. 58
"Regolamento concernente la individuazione della figura e relativo
profilo professionale del Tecnico della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro".
(fonte: archivio legislativo Regione Sicilia)



Questa categoria ha un chiaro e specifico profilo professionale che recupera, in un'unica formulazione, la pregressa e disordinata varietà di operatori (Vigili sanitari, Ispettori d'Igiene, Ispettori Ambientali ecc. ).

Più avanti con la Legge 42/1999 "Disposizioni in materia di professioni sanitarie" viene stabilito che la denominazione di "Professione sanitaria ausiliaria" in "Professione sanitaria".

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1996-Nasce la
professione del Micologo



Nel 1996 viene emanata un anno prima del profilo del Tecnico della Prevenzione quella del Micologo pubblicato sulla

Gazzetta Ufficiale del 15 Gennaio 1997 Decreto 29 Novembre 1996 n. 686 "Regolamento concernente criteri e modalità per il rilascio dell'attestato dei Micologo".(fonte: archivio legislativo Ministero della Salute)

Questa figura ha profonde origini come quella del T.d.P. nella storia della sanità del nostro paese, il binomio Vigile sanitario-Micologo e poi Tecnico della Prevenzione-Micologo sono stati legati durante tutta la loro evoluzione professionale.

Leggi l'articolo sulle origine del Micologo Pubblico e del Vigile Sanitario Micologo .


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Il lavoro delle
associazioni di categoria



Questo percorso di emancipazione e il relativo riconoscimento professionaledi questa categoria è merito del lavoro delle due principali associazioni dei Tecnici della Prevenzione e da brillanti dirigenti dell'epoca:

Dal Dott Pasquale Iodice Segretario Generale poi Presidente dell' U.N.PI.S.I. , l'associazione che prende le sue origine dall'U.N.V.I.S.I .(vedi anni d'oro 1963-1969 dei Vigili Sanitari di cui il fondatore il Cavalier Lionello Rizzatti)

Dal Dott Vincenzo Di Nucci Presidente dell' AITeP l'associazione che prende origine dall'A.I.T.I.A.L . che nasce nel 1990 i precursori del percorso universitario del Tecnico della Prevenzione dei vecchi "Diplomi dei Tecnici di Igiene Ambientale e del Lavoro".

Ovviamente vanno ricordati tutti i componenti dei direttivi di entrambe le associazioni dell'epoca (1994-1999).

Le nuove normative emanate in questi ultimi anni hanno come obiettivo l'autonomia tecnico professionale con un proprio percorso universitario (Laurea in Tecniche della Prevenzione) e la creazione di una sua gerarchia interna (L.251/00) con suoi dirigenti (laurea specialistica) e Coordinatori (Master), quello che è mancato alle origini della storia di questa figura Sanitaria considerata fino al 1999 "Ausiliaria".

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Gli Anni
della globalizzazione





"La rivoluzione
del
controllo ufficiale"













 
Il controllo ufficiale di tipo sistemico
Gli anni Novanta.
sono conosciuti anche come gli anni dell’Europa, con la firma nel 92
del Trattato di Maastricht che porterà alla moneta unica, alla
nascita della Banca Centrale Europea e all’unificazione valutaria
con la circolazione di un’unica moneta l’Euro nel 2002.
Entrando nel nuovo millennio, ci si ritrova a dover fare i conti con un nuovo fenomeno conosciuta con il termine di "Globalizzazione" ; il termine indica il fenomeno di crescita progressiva delle relazioni e degli scambi a livello mondiale in diversi ambiti commerciali ed economici che vede una straordinaria espansione dell' Information and Communication Technology (internet).

Un aumento che travolge e sconvolge anche il settore del commercio degli alimenti (materie prime, semilavorati prodotti finiti).
Questo però genera vantaggi, ma anche grossi problemi e squilibri economici; sopratutto nel campo alimentare sulla sicurezza dei cibi.
In questo ultimo decennio infatti, si sono registrate numerose emergenze sanitarie: BSE, OGM, al colorante Sudan, Diossina, PCB, latte con
la melamina ecc. che hanno contribuito a rendere prioritarie le politiche
comunitarie in tema di sicurezza degli alimenti.

Le crisi inoltre non sono più circoscritte, come un tempo all'interno dei propri confini nazionali.
La Comunità Europea al fine quindi di fronteggiare queste nuove emergenze sanitarie ha emanato vari Regolamenti (n. 852, n. 853, n. 854 e n. 882) che cercano di armonizzare il complesso quadro
normativo che governa l’igiene degli alimenti in Europa.

Le principali novità introdotte dai Regolamenti Comunitari
nel campo del controllo ufficiale sono:


a)> Designazione di autorità competenti avvenuta poi con il d. lgs n. 193
del 6 novembre 2007 nel Ministero della Salute, Regioni e ASL;
b)> Controlli ufficiali eseguiti periodicamente, in base ad una valutazione dei rischi e con frequenza appropriata;
c)> Possibilità di delegare compiti specifici riguardanti i controlli ufficial a uno o più organismi di controllo;
d)> Nuove metodologie e tecniche di controllo.

Il Regolamento 882/2004 prevede che il C.U. deve essere attuato tramite procedure documentate che comportano informazioni e istruzioni al personale che esegue i controlli; le procedure operative devono valutare l’efficacia del proprio sistema di controllo e se necessario correggerlo.
L’attività del controllo ufficiale assume quindi un nuovo ruolo quello di un’attività di parte “ terza” che si colloca tra il consumatore e gli operatori della filiera alimentare, in definitiva il C.U. pubblico deve operare con logiche di un sistema di qualità.
Gli strumenti per il C.U. previsti dal Regolamento 882/2004, sono: verifica, ispezione, audit, sorveglianza, monitoraggio e campionamento.

Un processo di trasformazione della figura del Tecnico della Prevenzione ,
non più un semplice ispettore ,ma un professionista altamente
qualificato che valuta ,verifica, studia, previene i possibili rischi e i pericoli in questo settore.
Il Tecnico della Prevenzione Micologo alla luce del Reg.CE 882/2004
Al controllore ufficiale quindi viene richiesto di operare in termini di "Qualità" con criteri di efficienza e ed efficacia , quindi non
si pone più l’accento sugli aspetti quantitativi del numero di
ispezione o di campioni, ma di tipo qualitativi attraverso l'utilizzo della valutazione del rischio e della categorizzazioe di questo; la valutazione dei piani d’autocontrollo (HACCP) e la rintracciabilità degli alimenti.


Coordinamento degli organi ispettivi


La stessa normativa (Reg. CE 882/2004) impone ai Stati membri di coordinare gli interventi sul territorio tra i diversi organismi di controllo, solo in Italia esistono ben quattordici controllori
ripartiti tra il Ministero della Salute e Ministero delle Politiche Agricole.
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Le nuove sfide
del
Tecnico della Prevenzione
Micologo


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La sfida che ci attende per noi Tecnici della Prevenzione laureati
è quello di creare , costruire e diffondere questa nuova cultura
di fare “vigilanza” improntata a modelli di efficienza ed
efficacia, garantendo trasparenza, affidabilità e indipendenza dei
controlli pubblici,finalizzata a prevenire e a tutelare la
salute pubblica attraverso un efficiente coordinamento fra tutti
i controllori sia nazionali che locali.


Dott Giovanni Rossi
 

 

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