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08-01-2007
Funghi e radioattività
Venti anni fa, il 26 aprile 1986, in uno dei quattro reattori della centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, venne a cessare il flusso dell'acqua che raffreddava il nocciolo del reattore a causa di un esperimento di controllo.
Gli operatori volevano verificare se in caso di perdita di potenza dovuta a qualche
malfunzionamento, la centrale sarebbe stata in grado di produrre sufficiente elettricità per mantenere in azione il circuito di raffreddamento fino all'entrata in azione dei generatori di sicurezza. La temperatura del nocciolo si alzò, ad un valore tale da provocare l'incendio della massa di grafite che circondava il nocciolo, la fusione del nocciolo stesso e una esplosione distrusse la struttura superiore del reattore.
Dal tetto scoperchiato furono gettati nell'aria una nube pari a 12.000.000 di TBq di materiale radioattivo. A nulla vale il sacrificio di decine di vigili del fuoco e di volontari che cercano di spegnere l'incendio e di fare fronte al disastro.
Inizialmente il disastro fu tenuto nascosto. La notizia non fu resa nota non da fonti sovietiche ma dalla Svezia dove il 27 aprile sugli indumenti di addetti della centrale nucleare di Forsmark furono rilevate particelle radioattive. Dopo avere constatato che nel loro impianto non c'erano perdite gli svedesi ricercarono l'origine della radioattività giungendo alla conclusione che si dovesse essere verificato qualche problema di natura nucleare in Unione Sovietica.
Le autorità sovietiche iniziarono ad evacuare la popolazione dell'area circostante solo dopo 36 ore dopo l'incidente. Dieci giorni furono necessari per spegnere l'incendio utilizzando cinquemila tonnellate di sabbia, piombo e boro versati sulle macerie.
Nei mesi seguenti l'incidente si costruì un sarcofago di metallo, che però non si riuscì mai a sigillarlo, ancora oggi a distanza di ventani esistono piccole fuoriuscite di radiazioni e il cuore del reattore è ancora incandescente a causa di reazioni non controllabili.
Trenta persone morirono immediatamente, altre 2.500 nel periodo successivo per malattie e cause tumorali. L'intera Europa fu esposta alla nube radioattiva e per milioni di cittadini europei aumentò il rischio di contrarre tumori e leucemia. Recentemente l'Organizzazione mondiale della sanita' pubblica ha pubblicato un rapporto sulle conseguenze della tragedia: 5mila i tumori alla tiroide nei
bambini di allora è probabile che si arrivi a 9 mila contando altri tipi di cancro.
Oggi a distanza di ventanni, per un raggio di trenta chilometri dalla centrale non vive più nessuno, vige il divieto di coltivazione e di raccolta dei frutti del bosco ,in particolare funghi selvatici e selvaggina.
Sono numerosi gli studi compiuti sulla radiocontaminazione dei macromiceti a causa dell'incidente di Cernobyl.
A seguito dell'incidente , si sono disperse nell'atmosfera a causa del fall-out, considerevoli quantità delementi radioattivi come il Cs 134 (emivita due anni) e il Cs 137 (emivita trenta anni) si tratta di due isotopi del cesio, metallo alcalino con lo stesso comportamento chimico del potassio, raro in natura e assente nelluomo e nel cibo. In caso di assunzione, da parte delluomo il cesio ha lo stesso metabolismo del potassio; se cè intossicazione leliminazione avviene per via urinaria e la sua permanenza nei vari organi è di alcuni mesi. Malgrado sino trascorsi ormai parecchi anni alcuni prodotti del bosco come le bacche selvatiche, mirtilli, bacche di rovo, lamponi, more di rovo e fragole selvatiche, nonché varie specie fungine di Porcini, la carne di selvaggina e i pesci carnivori d'acqua dolce in talune regioni dell'Unione Europea continuano a registrare livelli di Cesio 137 che superano i 600 Bq/Kg.
Dai dati ufficiali della Comunità Europea (Raccomandazioni della Commissione del 14 aprile 2003 Sulla protezione e linformazione del pubblico per quanto riguarda lesposizione risultante dalla continua contaminazione radioattiva da cesio di taluni prodotti di raccolta spontanei a seguito dellincidente verificatosi nella centrale nucleare di Chernobyl ) i porcini e le carne di cinghiale sono stati colpiti molto più tardi dalle ricadute, ma presentano oggi livelli molto elevati di contaminazione da Cesio radioattivo.
La CEE ha emanato un regolamento circa le condizioni d'importazione dei prodotti agricoli originari dei Paesi Terzi (Regolamento 1707/86) indicando per i funghi il valore massimo di 600Bq/kg . Il Regolamento (CEE) n. 737/90 impone agli stati membri di assicurare che i certificati di esportazione rilasciati dalle Autorità competenti dei paesi terzi attestino che i prodotti che essi accompagnano rientrano nei livelli consentiti fissati dall'art. 3 del regolamento (CEE) n. 737/90 (600Bq/kg ).
Nella pubblicazione del Centro Studi per la Flora Mediterranea sul monitoraggio radiometrico dei funghi superiori nella Valli del Taro e del Ceno della provincia di Parma, il genere Boletus edulis (raccolte effettuate dal 1994 al 1997) hanno evidenziato un superamento della soglia fissata dal regolamento CE di 600 Bq/Kg in Cesio totale, addirittura in un campione la concentrazione ha superato i 3000 Bq/Kg !.
Una recente campagna analitica del LABORATORIO del CANTONE TICINO(2006) ha dimostrato che i funghi svizzeri risultano ,malgrado siano passati venti anni dal disastro di Chernobyl, contaminati per il 98% ,di questi nel 88% sono rilevabili solo tracce di contaminanti radioattivi, nel 10% dei campioni viene superato il valore di tolleranza che comunque non supera il valore limite di legge.


Non solo Cernobyl

Gli stati dellex Unione Sovietica (Ucraina, Bielorussia, Mogilev, Russia ecc. ) risultano con vaste aree di territorio boschivo contaminate da radioattività proveniente sia dallincidente nucleare della centrale atomica di Chernobyl e sia da discariche nucleari che dalle numerose centrali nucleari e dallo smantellamento degli armamenti nucleari sovietici. La Russia è una vera è propria bomba nucleare a orologeria!
La Russia può vantare il triste primato dei tre siti più contaminati al mondo: [[bSeversk, Mayak e Zheleznogorsk) aree ricche di funghi selvatici e in particolare di porcini che vengono raccolti e commercializzati anche in europa.
Questo inquinamento interessa per lo più i corsi di acqua della Siberia che si riversano nell'oceano Artico, in quest e aree sono state effettuate ben 85 esplosioni nucleari «di pace» , diversi gli incidenti in centrali e nei centri di ricerca o di trattamento di materie radioattive.
Queste città fino a pochi anni fa era proibito viaggiare da e verso questi luoghi, erano dei siti super segreti militari conosciuti semplicemente con un numero.

Mayak , è una città negli Urali, ridotta oggi a deposito di rifiuti radioattivi. Nei suoi pressi si trova il lago Karakaj, dove sono state versate enormi quantità di materiali radioattivi. Negli anni '60 il lago si seccò e il vento sollevò le polveri contaminate, causando un disastro.

Seversk (Siberia occidentale) è una città dove sono presenti due reattori civili superstiti di quello che è stato il più grande complesso nucleare del mondo. I rifiuti nucleari, sono conservati in un bunker nel sottosuolo, i rifiuti liquidi venivano scaricati in due pozzi, che coprono un'area di 75.000 metri quadrati. Uno degli incidenti nucleari più gravi si è presentato il 6 aprile 1993, quando un serbatoio che contiene una soluzione altamente radioattiva è esplosiva.

Zheleznogorsk (Siberia meridionale) possiede un grande complesso industriale chimico per la produzione di plutonio per le armi nucleari, attualmente continua a funzionare l'estrazione mineraria del MCC (Mining and Chemical Combine ).

Nel recente articolo in Russo pubblicato sulla rivista Radioecol. 2006 Jan-Feb;46(1):64-70 degli autori Bolsunovskii AIa, Dement'ev DV, Bondareva LG.
The accumulation of the technogenic radionuclides by mushrooms in the area affected by the activity of the Krasnoyarsk mining-and-chemical industrial complex

Sono stati utilizzati i funghi come BIOINDICATORI per i siti contaminati.
I funghi sono stati raccolti in luoghi differenti nella zona dell'influenza di radiazione sul complesso chimico di Zheleznogorsk dove sono presenti reattori nucleari ed impianti chimici per la separazione, l'arricchimento ed il ritrattamento dell'uranio e del plutonio.
Le indagini analitiche negli anni 2002-2004 su corpi fruttiferi di 12 specie (Suillus granulatus) utilizzati come bioindicatori hanno rivelato tre radionuclidi emettitori di raggi gamma: 7Be, 40K (naturale) e 137Cs (artificiale). Tutti i campioni raccolti contengono 137Cs e il relativa accumulo dei funghi risulta specifico.
La concentrazione media di 137Cs in Suillus granulatus raccolto nei siti sottoposti all'aerosol del MCC (Mining and Chemical Combine ) è due volte superiore (137Cs) dei funghi raccolti nel luogo di controllo "Krasnoyarsk". La concentrazione massima in attività di 137Cs nei campioni di Suillus raccolti nei luoghi che ricevono 137Cs con acqua dell'inondazione è un ordine di grandezza
più alto, ammontante a 8624 Bq/kg.
L'analisi della distribuzione del radionuclide nel carpoforo indica che la concentrazione 137Cs nei Suillus è 1.7-2.3 volta superiore nei gambi.

Bibliografia consultata:

Centro Studi per la Flora Mediterranea Emidio Borghi,Filippo Galli,Luigi Rinaldi "I funghi Porcini secchi" Fondazione Monte di Parma;
Giovani C., Nardini S., I funghi come indicatori di radioattivita ambientale, in: atti della Giornata di Studio Tecniche radiochimiche nella ricerca radioecologica, Parma, 4 giugno 1996, pp. 47-52;
Cocchi L. & Vescovi L. - 1995 Radioattività e metalli pesanti nei funghi:il punto sulla situazione. in IL FUNGO mensile del Gruppo Micologico "G.Bresadola" sez. "Renzo Franchi" - Reggio Emilia 1: 5;
Aarkrog A.The radiological impact of the Chernobyl debris compared with that from nuclear weapons fallout. Journal of Environmental Radioactivity 6:1988, 151-162;
Radioecol. 2006 Jan-Feb;46(1):64-70 degli autori Bolsunovskii AIa, Dement'ev DV, Bondareva LG. The accumulation of the technogenic radionuclides by mushrooms in the area affected by the activity of the Krasnoyarsk mining-and-chemical industrial complex;
IAEA - Boards of Governors: Post Accident review Meeting, Gov/2268, 16 settembre 1986. Z. A. Medvedev - The legacy of Chernobyl - Basil Blackwell, Oxford 1990.
by Dott. Giovanni Rossi | commenti (0) | rispondi | modifica | trackback
 
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