AUDITOR

TECNICO DELLA PREVENZIONE


IL CONTROLLO UFFICIALE & QUALITA'

Due decenni fa il Controllo Ufficiale degli alimenti era condotto dagli organi ispettivi nel verificare esclusivamente la presenza o l'assenza dei requisiti previsti dalle norme nel campo igienico-sanitario.

Il controllo si suddivideva in semplice e complesso, il primo era di tipo visivo si effettuava all'atto del sopralluogo e non richiedevano particolari cognizione tecniche, nel secondo si richiedeva particolari cognizione tecniche e si risolveva nel prelievo di campioni che venivano poi inviati ai Laboratori Provinciali di Igiene e Profilassi (le attuale Agenzie ARPA), per essere analizzati, al fine di verificare il rispetto dei parametri di legge. Nel caso di non conformit all'atto del sopralluogo o del campione l'azienda alimentare veniva sanzionata per via amministrativa o penale.

In definitiva sistema di C.U. era quindi indirizzato ad effettuare un maggior numero di ispezioni e di campioni e le norme rispecchiavano questo criterio quantitativo (numero di ispezioni, campioni ecc. ), a tutto svantaggio dell'aspetto invece qualitativo dei C.U. con il recepito della direttiva 93/43/CEE attraverso il D.lgvo 155/1997, nonch attraverso il recepimento delle varie direttive CE verticali in materie di prodotti di origine animale (D.lgvo 537/92, 530/92 ecc. ) anche in Italia viene imposto l'obbligo alle aziende alimentari di disporre di un sistema documentale di autocontrollo; il responsabile dell'industria alimentare deve individuare ogni fase che potrebbe rivelarsi critica per la sicurezza degli alimenti e deve garantire che siano individuate, applicate, mantenute ed aggiornate le adeguate procedure di sicurezza avvalendosi dei principi su cui basato il sistema di analisi dei rischi e di controllo dei punti critici HACCP (Hazard Analysis Critical Control Point).
La finalit del sistema "autocontrollo" non pi quella di intervenire sulle non conformit rilevate, ma quella di prevenirne le cause di insorgenza, prima che si verifichino gli eventi negativi e, in ogni caso, di applicare sempre le opportune azioni correttive in modo da minimizzare i rischi sanitari.
La profondit dellintervento ispettivo cambia ,si tratta ora di verificare la credibilit del sistema di garanzie che ha adottato limpresa.
Si realizza cos un delicato equilibrio tra controllo ufficiale ed autocontrollo che consente di agire su due versanti ben distinti: quello della prevenzione del rischio (valutazione del sistema ed eventuale prescrizione o sanzione amministrativa) e quello della repressione.
In questi ultimi anni il settore dei controlli sugli alimenti stato oggetto di recente rivisitazione della normativa con lapplicazione del pacchetto igiene che detta nuovi criteri e tecniche operative .
Gli strumenti per il Controllo Ufficiale previsti dal Regolamento 882/2004, sono: verifica, ispezione, audit, sorveglianza, monitoraggio e campionamento.
Tra questi, laudit sicuramente lo strumento pi innovativo, ma anche
meno conosciuto da parte dei servizi che storicamente svolgono l'attivit di controllo ,si definisce:

  • audit: un esame sistematico e indipendente per accertare se determinate attivit e i risultati correlati siano conformi alle disposizioni previste, se tali disposizioni siano attuate in modo efficace e siano adeguate per raggiungere determinati obiettivi;

  • ispezione: lesame di qualsiasi aspetto relativo ai mangimi, agli alimenti, alla salute e al benessere degli animali per verificare che tali aspetti siano conformi alle prescrizioni di legge relative ai mangimi, agli alimenti, alla salute e al benessere degli animali.


Quindi l'audit riguarda l'insieme dei processi e la loro interazione, ai fini di valutare l'affidabilit (sicurezza alimentare) dell'intero sistema di produzione, anche rispetto alla capacit di mantenere tale affidabilit, nel tempo.

L'ispezione tende invece a valutare il risultato di un singolo processo e/o ilprodotto derivato, una valutazione che si riferisce al preciso momento in cui viene fatta.
Un'altra differenza tra Audit e Ispezione che nel primo caso: la data e la materia oggetto di controllo sono comunicati con l'industria alimentare, la seconda deve avvenire senza alcun preavviso. Il Regolamento prevede che il C.U. deve essere attuato tramite procedure documentate che comportano informazioni ed istruzioni al personaleche esegue i controlli; le procedure operative devono valutare lefficacia del proprio sistema di controllo e se necessario correggerlo.
Lattivit del controllo ufficiale assume quindi un nuovo ruolo quello di unattivit di
parte terza che si colloca tra il consumatore e gli operatori della filiera alimentare, in definitiva il C.U. Pubblico deve operare con logiche di un sistema di qualit.

Il Reg. Ce 882/2004 all'articolo 2, descrive l'AUDIT come
" Un esame sistematico e indipendente per accertare se determinate attivit e i risultati correlati siano conformi alle disposizioni previste, se tali disposizioni siano attuate in modo efficace e siane adeguate per raggiungere detrminati obiettivi. "

L'Audit alla luce del regolamento sopra richiamato diviene lo strumento privilegiato con il quale l'Autorit Competente (AzUSL SIAN/SVET) valuta
il raggiungimento degli obiettivi partendo dalle scelte operate ed attuate dall'OSA.

L'attivit di AUDIT rientra tra le attivit del Controllo Ufficiale
e pu essere condotta presso qualsiasi impresa del settore alimentare.

Lo stesso regolamento indica nell'allegato II Capo I le tematiche per la formazione del personale oltre alle materie tradizionali (microbiologia ecc. ) troviamo le tecniche di controllo e lo studio dei sistemi di gestione volontarie ( ad esempio ISO 9001 ecc. ) ,l'esame di materiale scritto (documenti e altre registrazioni, compresi quelli legati a test di
efficienza, accreditamento e valutazione del rischio) .

Il personale " Tecnico della Prevenzione" quindi oltre ad avere quelle competenze teoriche e pratiche tradizionali, deve possedere quelle
conoscenze dei sistemi di gestioni volontarie, in quanto il personale ispettivo dovr assumere anche il ruolo di Auditor per valutare
l'efficacia dei sistemi di gestione della sicurezza alimentare degli OSA.
Infine il personale deve mantenere aggiornato la sua sfera di competenze e ricevere unulteriore formazione su base regolare attraverso formazione continua.


AUDITOR

La figura professionalmente competente per gli AUDIT nelle norme volontarie sulla qualit ( UNI EN ISO 19011:03) AUDITOR al quale viene affidato l'incarico di svolgere: un esame documentale, obiettivo, basato su dati di fatto, di una generica "Realt".
Il profilo di competenza AUDITOR dei Sistemi di qualit sono:
1)Formazione base (livello di istruzione);
2) Esperienza di lavoro;
3) Formazione e addestramento ed esperienza di audit (attivit sul campo)

 

 

 

Il sistema di qualifica degli Ispettori
nei Servizi Ispettivi S.I.A.N. e
SVET della Regione Emilia-Romagna



La Regione Emilia-Romagna con Delibera n 2035/05 ha realizzato il progetto regionale Sviluppo competenze valutative sui controlli Ufficiali che vede l'Azienda Usl di Parma il capofila di questo ambizioso progetto.

La Regione Emilia-Romagna mediante lapporto di tutte le altre AUSL regionali, sta realizzando un sistema di qualit regionale dei servizi pubblici di controllo ai sensi del nuovo reg. comunitario 882/2004.

La Regione e il Comitato Tecnico del Progetto hanno ritenuto indispensabile stabilire formalmente le qualifiche necessarie per eseguire i controlli ufficiali in Emilia-Romagna.
Il riferimento stata la norma volontaria UNI EN ISO 19011:03 che definisce la qualifica degli auditor i criteri minimi per la competenza (formazione di base e specifica, esperienza di lavoro di base e specifica,numero minimo di audit eseguiti
come auditor e/o come team leader). La qualifica quindi un percorso impostato di formazione teorica e di addestramento sul campo per il mantenimento delle capacit operative da parte di personale gi qualificato e in funzione del tipo di attivit (audit/Ispezioni/Verifiche) sono previste tre qualifiche:

a) Ispettore su OSA


Sono gli ispettori che eseguono attivit di controllo ufficiale Ispezione presso gli OSA ai sensi del reg. 882/04 conducono tali attivit in conformit al sistema procedurale della AUSL;

b) Auditor su OSA


Eseguono attivit di controllo ufficiale Ispezione e Ispezione + Audit presso gli OSA ai sensi del reg. 882/04, conducono tali attivit in conformit al sistema procedurale della AUSL e svolgono la funzione di supervisione interna al servizio;

c) Auditor sui servizi SIAN/SVET


Eseguono attivit di audit ai sensi del reg. 882/04, (art. 4 commi 3 e 6) presso i Servizi SIAN/SVET per conto della Regione. Tali attivit sono condotte per valutare la conformit dei singoli Servizi SIAN/SVET agli standard regionali di funzionamento.

Il mantenimento delle abilit di conduzione degli audit richiede una continua attivit sul campo al fine di non perdere quelle doti di abilit nella pianificazione, nell'applicazione delle procedure e della documentazione, nell'osservazione, nel rilievo oggettive, nella formulazione delle conclusioni e nella redazione del rapporto finale di audit.

a) Ispettore su OSA


Frequenza in un triennio dell 80% delle giornate dei corsi di aggiornamento programmati a livello di AUSL (almeno 4 gg sui 5 giorni programmati).
Esecuzione in un anno di 2 ispezioni in supervisione da parte di un Auditor su OSA;

b) Auditor su OSA


Frequenza in un triennio dell 80% delle giornate dei corsi di aggiornamento programmati a livello regionale (almeno 4 gg sui 5 giorni programmati). Esecuzione di 4 audit su OSA in un triennio;

c) Auditor sui servizi SIAN/SVET


Frequenza in un triennio dell80% delle giornate dei corsi di aggiornamento programmati a livello regionale (almeno 4 gg sui 5 giorni programmati). Esecuzione di un audit sui servizi allanno (senza segnalazione di osservazioni da parte del gruppo di auditor o della organizzazione auditata).
 
La Rivoluzione dei Servizi Ispettivi
Il ruolo del Tecnico della Prevenzione


 
1.0 Premessa

Il nuovo quadro normativo comunitario (Reg. Ce 852-853-882-854/04)
ha introdotto un approccio completamente innovativo sul controllo ufficiale.

Lattivit del controllo ufficiale assume, con l'applicazione dei regolamenti comunitari, un' attivit di parte terza che si colloca tra il consumatore (a cui riconosciuto il diritto ad unalimentazione sicura) e gli OSA (Operatore del Settore Alimentare) che devono assicurare la sicurezza nei prodotti da loro fabbricati.

Una novit rilevante quella secondo cui:

I controlli ufficiali dovrebbero svolgersi sulla base di procedure documentate in modo da assicurare che essi siano condotti uniformemente
e siano costantemente di alto livello.


Si profila quindi un approccio metodologico che
il personale ispettivo ed in particolare il Tecnico della Prevenzione, dovr usare per gestire il controllo igienico-sanitario in termini di efficacia ed efficienza e quindi di qualit.

Un Controllo Ufficiale di tipo "Sistemico" che vede l'applicazione tradizionale dell'ispezione (utilizzando la categorizzazione del rischio) assieme all'Audit" e di procedure scritte e condivise.

La stessa organizzazione quindi deve operare ed applicare un Sistema di Gestione della Qualit (SGQ) prevedendo anche degli
Audit interni sulla stessa organizzazione.



2.0 I servizi ispettivi ASL



I Servizi Ispettivi (SIAN o SVET) sono collocati allinterno del Dipartimento di Sanit Pubblica (DSP) che una macrostruttura organizzativa dellAzienda USL .
Ha il compito non soltanto di prevenire la malattia, ma, in primo luogo, di promuovere, proteggere e migliorare la salute ed il benessere dei cittadini, attraverso interventi che spesso trascendono i confini del settore sanitario
e vanno a coinvolgere l'intera societ civile.

Il SIAN e SVET sono organizzazioni che operano in un ambiente complesso e dinamico, le quali devono fronteggiare cambiamenti significativi dovuti all'evoluzione legislativa, ma anche alle nuove esigenze dei consumatori, nonch a fronteggiare in emergenza le varie crisi alimentari le
allerte alimentari.



3.0 LAutorit Competente (ASL)



Stiamo assistendo ad un cambiamento epocale nel campo dei Servizi Ispettivi.

Ai fini dellattuazione concreta della normativa europea
(il cosidetto "pacchetto igiene") era necessario che ogni Stato
individuasse le Autorit Competenti Sanitarie.

In Italia, allo scopo intervenuto il d. lgs n. 193
del 6 novembre 2007
; il decreto oltre a provvedere ad abrogare
tutta una serie provvedimenti (recepimento di direttive comunitarie
abrogate dalla direttiva 2004/41/CE) ha stabilito anche le nuove
disposizioni sanzionatorie per le violazioni ai Reg CE n. 852 e 853
del 2004 e ha individuato ai sensi dell'art. 2 le
AUTORITA' COMPETENTI che sono:


  • A) Ministero della Salute;
  • B) Regioni e le Provincie Autonome di Trento e Bolzano;
  • C) Aziende Unit Sanitarie Locali



Si definisce AUTORITA' COMPETENTE, ai sensi del Reg. CE 882/2004:

"Lautorit centrale di uno Stato membro competente per lorganizzazione
di controlli ufficiali o qualsiasi altra autorit cui conferita tale competenza."


 
All Autorit Competente (ASL) spetta:


la pianificazione, la programmazione e l'esecuzione a livello locale dei controlli ufficiali; inoltre gli compete anche la notifica e
la registrazione delle aziende alimentari e i relativi provvedimenti amministrativi (prescrittivi e sanzionatori) e penali.



Una vera propria rivoluzione: finalmente dopo lunghissimi anni le
Aziende Unit Sanitarie ,o meglio i Servizi di Prevenzione (SIAN-SVET)
si rimpossessano del loro vecchio ruolo istituzionale.

E' IL PRINCIPALE ATTORE
della prevenzione in sede locale.

Lattribuzione delle funzioni di Autorit competente alle Aziende Sanitarie locali, comporta importanti conseguenze, una delle principali novit la facolt, in capo al Responsabile del Dipartimento di Sanit Pubblica
di emanare ( la normativa nazionale ,gi dagli inizi degli anni 50, individuava invece nel Sindaco l'organo politico amministrativo lAutorit Competete Sanitaria per la salute pubblica, le Asl invece erano lorgano tecnico ) tutta una serie di provvedimenti impositivi in caso di non conformit alla normativa; ai sensi dell art. 54, comma 1, del Reg. CE n. 882/2004. che stabilisce:

L'autorit competente che individui una non conformit interviene per assicurare che loperatore ponga rimedio alla situazione..
 
4.0 Il ruolo del Tecnico della Prevenzione nel sistema qualit

Portare la qualit all'interno dei Servizi SIAN/SV non facile!


La promozione della qualit attraverso una visione sistemica esige un presidio molto forte; poich si tratta di un processo di grande complessit, che coinvolge tutte le strutture e tutte le posizioni professionali, si richiede quindi un approccio multidisciplinare con tutte
le figure (Medici-Veterinari-Tecnici).

Il personale Tecnico in questi ultimi anni cresciuto professionalmente (diversi Tecnici hanno conseguito la Laurea triennale o il master o la specialistica), ma ci non si tradotto sempre automaticamente in un
riconoscimento di carriera nell'ambito dell'organizzazione dove lavora.

Lo stesso legislatore comunitario ha previsto che il personale che esegue i controlli ufficiali debba essere adeguatamente e costantemente formato in modo da espletare i propri compiti con competenza ed efficienza con una solida preparazione tecnico sanitaria e giuridica.

" Il Tecnico della Prevenzione per il suo percorso professionale universitario e la sua cultura, spazia in molteplici discipline scientifiche
e in tutte le aree della prevenzione (DMS 58/1997) quindi sicuramente
la figura pi appropriata per gestire questo cambiamento."



Da un lato i nuovi Regolamenti Comunitari IMPONGONO alle Autorit Competenti alle ASL, una conduzione manageriale sistemica, che va a scontrarsi purtroppo con quelle logiche burocratiche meccacinistiche esistenti nelle Amministrazioni Pubbliche, legate
agli avanzamenti di carriera e alle posizioni dirigenziali dettate da ragioni politiche e di potere e non certo a criteri di professionalit merito e di tipo manageriali.

Questo provoca da parte degli operatori e in particolare dei Tecnici della Prevenzione, uno stato di disagio e a lungo andare anche di demotivazione
e di credibilit verso la stessa organizzazione e dirigenza AzUSL.

Non dobbiamo dimenticare che la figura del TdP nell'ambito di molte
Azienda Usl nazionali, soggetta da parecchi anni ad un depauperamento
e ad uninvoluzione nei processi motivazionali.

La causa sicuramente da ricercare nella storia dei Servizi di Prevenzione improntate ad una cultura normativo-burocratica con leadership volta a garantire la stabilit del sistema.

Lo stesso Controllo Ufficiale rispecchiava questa logica, infatti erano presenti essenzialmente due livelli: uno inferiore quello del Tecnico (utilizzato per l'attivit operativa di vigilanza e ispezioni e sanzionatoria) e quello superiore
del Medico o del Veterinario (funzioni di supervisore e di coordinamento dell'attivit ispettiva del Tecnico).
Un livello verticisistico gerarchico ausiliare risalente alla vecchia figura del ex Vigile Sanitario.

" Preciso che lex Vigile Sanitario era inquadrato si in unorganizzazione verticisistica , ma ad impronta MILITARE ,
infatti i Vigili Sanitari Comunali e Provinciali erano costituiti come un proprio corpo di Polizia nell'ambito della Polizia Municipale o Provinciale."


Questa impostazione nel tempo ha contribuito ad un forte appiattimento del personale Tecnico su due livelli: il professionista collaboratore e il coordinatore.

Ecco spiegato, perch oggi malgrado la normativa professionale e il CCNL preveda una propria gerarchia interna (la figura del dirigente ora realt !) e la sua autonomia, questa figura fa fatica a creare una sua identit allinterno del Servizi di Prevenzione.

Per esempio molti Coordinatori dei Tecnici ;
non riescono ad operare in termini manageriali e sistemici, perch gli
stessi sono stati incardinati nellorganizzazione , tramite accordi
sindacali locali e/o organigrammi dei servizi solo ai fini gestionali: turnazione, pomeriggi ,acquisto materiale ecc.. .Questo perch viene considerato a torto o a ragione come un ex Capo Sala




5.0 La resistenza al cambiamento.


Abbiamo detto prima che la figura del Tecnico della Prevenzione la figura pi apropriata per gestire il
cambiamento dei Servizi di Prevenzione (SIAN/SVET).

Risulta incredibile ,ma la maggiore resistenza al cambiamento risiede
non dall'organizzazione dove opera ,ma dall'interno della stessa categoria
professionale, infatti le reazioni pi diffuse da parte del personale ispettivo sull'applicazione dei nuovi regolamenti comunitari e del
Sistema Qualit ,sembra essere improntato ad un certo "scetticismo" o
peggio di "vittimismo" in merito alla possibilit di applicare
effettivamente tali metodiche alla prassi quotidiana; inoltre
diffusa lopinione che le decisioni e le procedure piovono comunque sempre dallalto dai dirigenti medici o veterinari.

Rispetto ad altri professionisti sanitari (ad es. infermieri ecc. ) questa professione caratterizzata per la notevole eterogeneit nella sua
formazione scolastica di base (diploma di scuola media superiore e laurea),ma anche per la sua frammentazione, individualismo, carrierismo, associativismo, la differenziazione per aree di appartenenza (SIAN ,SVET, MEDICINA DEL LAVORO, SIP) che sfocia alcune volte in casi di puro egoismo.


Questo non porta al coagulo delle cosiddette Energie emotive.


Per cambiare necessario creare uno spirito di squadra e di gruppo e di categoria unita.

Il grosso pericolo che si va incontro di un lento e inesorabile declino di questa professione sanitaria.

Sicuramente pi semplice non cambiare, conformarsi al sistema dove si lavora, non provando a mutarlo, ma questa strada porta alla mediocrit
e allo svellimento del proprio ruolo professionale.

Non bisogna rimanere in attesa del futuro in atteggiamento passivo, ma necessario contribuire alla sua creazione con passione.

Un invito, di fronte alle tante difficolt di non
perdere mai lentusiasmo e di guardare il futuro sempre in termini positivi
e di speranza !



Dott. Giovanni Rossi



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AREA QUALITA'
Sistema Qualit & Controllo Ufficiale

Il Progetto Regionale dell'Emilia-Romagna
Sviluppo competenze valutative sui controlli Ufficiali


La Regione Emilia-Romagna con Delibera n 2035/05 ha realizzato il progetto regionale Sviluppo competenze valutative sui controlli Ufficiali che vede l'Azienda Usl di Parma il capofila di questo ambizioso progetto.

L'Azienda USL di Parma collabora e supporta la Regione Emilia-Romagna a costruire, mediante lapporto di tutte le altre AUSL regionali, i presupposti di un sistema qualit regionale, nel funzionamento dei servizi pubblici di controllo e nella effettuazione dei C.U. ai sensi del nuovo reg. comunitario 882/2004.
Il modello di riferimento sono i sistemi di accreditamento impiegati nel settore privato, dove gli organismi di certificazione sono enti terzi, indipendenti, e quindi in grado di garantire imparzialit e trasparenza.
Il personale addetto ai controlli riceve una formazione specifica, e vengono definite delle procedure standard che mirano a dare ai controlli trasparenza e oggettivit, vuol dire rendere i controlli meno aleatori, meno soggetti al fattore umano e oggettivamente misurabili.

Tale personale formato dovr pertanto rivestire un ruolo di facilitatorenei vari servizi di appartenenza per lo sviluppo di un percorso di lavoro con metodo di qualit accreditata.
Il successo del progetto ha fatto s che la regione ha ritenuto di riproporre diverse edizione dello stesso aumentando il numero del personale regionale formato.
Alla professionalit acquisita dagli operatori coinvolti nel progetto viene valorizzata mediante il loro utilizzo ai fini della formazione, addestramento e qualificazione del personale di controllo dei servizi SIAN/SVET delle AUSL regionali rimanente che non ha partecipato alle diverse edizioni.

Gli obiettivi del progetto

Il progetto quindi vuole realizzare tre obiettivi principali:

1) Dare un modello di lavoro in qualit (procedure formazione del personale, audit ecc.) ai servizi di controllo SIAN e SV, che sia rispondente al Reg. 882/04 e quindi riconducibile allo standard della ISO 17020;
2) Realizzare una Certificazione indiretta dei servizi SIAN/SV delle AUSL regionali, mediante l'organizzazione di piano regolare di Audit sui Servizi formando ed utilizzando un gruppo di Auditors qualificati;
3) Procedure condivise sui controlli ufficiali da effettuare presso gli OSA.


Altri tre obiettivi secondari:

1) Qualificare gli Ispettori coinvolti nel progetto, alla esecuzione dei controlli ufficiali proceduralizzati sugli OSA;
2) Formare alla formazione degli adulti questi ispettori qualificati allo scopo di addestrare il personale sei servizi SIAN/SV delle AUSL regionali, su base Area vasta, alla modalit di lavoro in Sistema qualit;
3) Garantire l'affidabilit dei Servizi di controllo SIAN/SV regionali nei confronti di autorit sanitarie di paesi terzi e della Commissione Europea.




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La normativa cogente sui C.U. in qualit

( Ciclo di Deming o PDCA- che sta per P = Plan pianificare D= Do eseguire C = Check controllare A = Act agire).


Sono numerose le definizioni di Qualit nell'ambito della Sanit, eccone alcune:

1933 Lee e Jones "L'applicazione di tutti i servizi necessari della moderna medicina scientifica ai bisogni della popolazione"

1980 Sackett " La frequenza con cui si compiono interventi sanitari di dimostrata efficacia (pi utili che dannosi) e si evitano interventi pi dannosi che utili"

1984 Vuori " La qualit funzione di quattro elementi:
1.Efficacia
2.Rendimento
3.Adeguatezza
4.Qualit tecnico-scientifica"



Avedis Donabedian (1919 -2000)
Professore emerito di Public Health presso lUniversit del Michigan, considerato il padre dell Qualit nella Sanit la definisce:

Il rapporto fra il miglioramento nelle condizioni di salute ed il massimo miglioramento raggiungibile sulla base delle:
-Conoscenze scientifiche;
-Risorse disponibili;
-Caratteristiche del paziente."


Gli assi della qualit sono quindi indirizzati:

-Alla struttura (qualit organizzativa)
-Al processo (qualit professionale)
-Allesito (qualit percepita).



Il Dott. Richard Baker, direttore dellunit di ricerca e di sviluppo del Clinical Governance dellUniversit di Leicester, definisce la qualit in sanit:

" La qualit pu essere definita come il giudizio su un elemento dellassistenza sanitaria.
Tale giudizio determinato dalla misura in cui gli aspetti tecnici dellassistenza sanitaria concordano con le migliori prove oggi disponibili, oppure, in mancanza di prove, con lopinione pi accreditata, conforme alle preferenze dei pazienti ed autorizzato dai codici che regolano la pratica clinica, esplicitamente espressi mediante regolamenti e legislazioni o impliciti nellopinione pubblica.


Vediamo i principali elementi che costituiscono la Qualit in Sanit :

-Efficacia-
ossia capacit di una prestazione sanitaria di modificare favorevolmente la
salute. Si misura mediante: EBM ecc. .
Si divide in:
-efficacia teorica (Efficacy)
-efficacia pratica (Effectiveness)

-Efficienza-
si riferisce al rapporto fra risultati ottenuti (efficacia) e risorse impiegate.
Il miglioramento dellefficienza si pu ottenere in due modi:
ridurre la spesa a parit di risultati
aumentare i risultati a parit di spesa

-Appropriatezza-
quando le prestazioni sono al tempo stesso:
pertinenti rispetto a persone, circostanze e luoghi
valide da un punto di vista tecnico scientifico

-Competenza
nel senso di possesso delle abilit e delle conoscenze necessarie per
lerogazione del servizio

-Affidabilit
ossia capacit di erogare i servizi promessi in modo preciso

-Soddisfazione

-Comprensione utente
ossia sforzarsi di conoscere gli utenti e le loro esigenze

-Sicurezza
intesa come assenza di pericoli, rischi o dubbi

-Correttezza tecnica

-Accessibilit
intesa come possibilit del paziente di usufruire della prestazione
in quantit sufficiente e ad un costo ragionevole

L'esigenza di migliorare il livello qualitativo dellassistenza sanitaria in Italia ha ricevuto in questi ultimi anni una legittimazione normativa attraverso lintroduzione dei principi e dei metodi della verifica e revisione della qualit, dell'accreditamento e sulla centralit del cittadino utente, avvenuta attraverso i decreti di riordino del Sistema Sanitario Nazionale (D.lg. n. 502/92 e riforma Sanitaria Ter) in base a tali decreti, le strutture sanitarie si sono trovate ad operare in un regime gestionale di tipo aziendale, con lobbligo di mostrare sempre maggiore evidenza e trasparenza delle proprie capacit organizzative.

Il DPR del 14 gennaio 1997 apre la strada allaccreditamento istituzionale nel S.S.N. , riportando i requisiti strutturali e organizzativi minimi per lesercizio delle attivit sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private; il decreto lascia inoltre alle regioni la competenza di determinare gli standard di qualit che costituiscono requisiti ulteriori per laccreditamento di strutture pubbliche e private gi in possesso dei requisiti minimi per lautorizzazione.

Nel panorama sanitario italiano abbiamo due tipi di accreditamento :

A) accreditamento istituzionale;
B) accreditamento alleccellenza.

Il primo un adempimento obbligatorio fondato sulle norme vigenti gi citate, mentre, il secondo si basa su un procedimento volontario.

Per quanto riguarda il controllo ufficiale in campo alimentare la norma cardine il Reg. 882/2004.

CONSULTA il Regolamento 882/2004 gli artt. 1,4,6,7,10 , in particolare all'art. 5 prevede che l'organismo di controllo deve operare ed essere accreditato conformemente alla norma europea EN 45004, ora sostituita con la UNI CEI EN ISO/IEC 17020:2005 "Criteri generali per il funzionamento dei vari tipi di organismi che effettuano attivit dispezione". )


NelControllo Pubblico operare in Qualit significa:
garantire una performance uniforme sia a livello globale di filiera e sia territoriali in ambito regionale.

Altre norme sul C.U. di qualit nel S.S.N. , sono:

-Legge 23 dicembre 1978, n. 833-
Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale;

-Legge 286/99-
Strumenti e meccanismi valutazione P.A. Allart. 11
Qualit dei Servizi Pubblici. I S.P. sono erogati con modalit che promuovono il miglioramento della qualit e assicurano tutela ai cittadini e utenti;

-Legge Cost. 18 ottobre 2001, n. 3-
Modifiche al titolo V della parte II della Costituzione ;

-DPR 28 marzo 2003, n. 129-
Regolamento di organizzazione del Ministero della Salute, art. 5 Funzioni di accertamento e ispettive;

-Decreto 12 settembre 2003-
Individuazione degli uffici dirigenziali di livello non generale;

-Decreto 23 giugno 2004-
"Verifiche dei sistemi di prevenzione veterinaria e alimentare; verifiche di conformit nell'applicazione della normativa e nel rispetto delle procedure operative; accertamento ed ispezione delle attivit di prevenzione veterinaria e alimentare";

-Decisione della Commissione del 29 settembre 2006-
Linee guida che definiscono i criteri di esecuzione degli audit a norma del Reg. (CE) n. 882/2004 relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformit alla
normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali;

-P.S.N. 2006/2008-
Per svolgere in maniera soddisfacente le attivit di C.U. necessario poter disporre di un numero sufficiente di personale adeguatamente qualificato ed esperto, nonch di strutture ed attrezzature idonee, definendo gli standard minimi di operativit per garantire livelli adeguati ed omogenei di sicurezza alimentare su tutto il territorio nazionale.

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MANUALE DELLA QUALITA'
DEI SERVIZI SIAN/VETERINARI
REGIONE EMILIA-ROMAGNA



Premessa

La Regione Emilia-Romagna con Delibera n 2035/05 ha realizzato il progetto regionale Sviluppo competenze valutative sui controlli Ufficiali che vede l'Azienda Usl di Parma il capofila di questo ambizioso progetto.
L'Azienda USL di Parma collabora e supporta la Regione Emilia-Romagna a costruire, mediante lapporto di tutte le altre AUSL regionali alla creazione di un sistema ispettivo di qualit ai sensi del nuovo Reg. Comunitario 882/2004.

Il modello di riferimento sono i sistemi di accreditamento impiegati nel settore privato, dove gli organismi di certificazione sono enti terzi e indipendenti, in grado di garantire imparzialit e trasparenza.

In base a questo ambizioso progetto il personale addetto ai controlli ispettivi(Tecnici della Prevenzione, Veterinari, Medici ) dopo aver sostenuto un percorso di formazione specifica, lo stesso personale provvede a redigere delle procedure standard sul controllo ufficiale (MANUALI OPERATIVI) che mirano a dare ai controlli trasparenza e oggettivit, vuol dire rendere i controlli meno aleatori, meno soggetti al Fattore umano e oggettivamente Misurabili.

Tale personale formato inoltre riveste anche il ruolo diFacilitatore nei vari servizi di appartenenza per lo sviluppo di un percorso di lavoro in qualit.

Il successo del progetto ha fatto s che la regione Emilia-Romagna ha ritenuto di riproporre altre edizioni.

MANUALE DELLA QUALITA'


Al fine di garantire Standard di Funzionamento dei Servizi SIAN/SVET stato elaborato a livello regionale un Manuale di qualit
"Lo standard di funzionamento uno strumento per il miglioramento continuo della qualit dei Servizi, rappresenta il riferimento in termini di garanzie minime che il SSR assicura ai propri cittadini ed utenti".

Il Manuale di Qualit possiede una duplice valenza:
verso l'esterno dell'impresa: quale documento di presentazione e informazione e verso l'interno: quale strumento di divulgazione e di riferimento rivolto a tutti i dipendenti.

Il manuale stato organizzato in SEZIONI, seguendo il disposto della NORMA ISO EN 17020/2005 con la comparazione al Reg Ce 882/2004 e al modello regionale di Accreditamento di cui alla LR 34/98 e Delibera di Giunta 327/2004.
In tali sezioni descritto come gestire e dare evidenza alle attivit del Servizio S.I.A.N. / SVET richiamando i vari documenti.
Ogni punto della norma prevede una descrizione delle modalit gestionali adottate nel Servizio e articolazioni operative afferenti per far fronte al governo dellelemento stesso.


Il Manuale della qualit il modello di riferimento dei SERVIZI ISPETTIVI REGIONALIma anche per i valutatori di Audit interni e/o esterni, indirizzandoli nella verifica delle conformit.
Le evidenze documentali possono essere contenute nel manuale stesso o esserne allegate; sono documenti liberamente prodotti dalle stesse organizzazioni.

Per la stesura di questo manuale la Regione Emilia-Romagna si avvalso del documento: Guida per la stesura di un manuale per laccreditamento del dipartimento struttura privata della ASR Edizione Giugno 2004.


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Il Flow chart o diagramma di flusso sopra illustrato riferito al processo ispettivo igiene degli alimenti di un Servizio SIAN (Servizio Igiene degli Alimeni e Nutrizione) .
Il flow-chart uno strumento grafico che ha come suo ambito principale la scomposizione del processo in una serie di fasi.

Luso del flow-chart si sviluppato nellambiente informatico sin dagli anni 50 per poi diffondersi in tutti gli altri campi che prevedevano la gestione di processi e progetti.
Descrivere il processo significa scomporlo e poi analizzarlo con tutte le sue variabili
(struttura, persone, ruoli, strumenti informatici, ambiente, ecc).

I principali simboli sono:

PERGAMENA: rappresentare qualcosa di concreto che entra o esce da una fase di lavoro o dal ciclo intero e corrisponde a ci che nel linguaggio tecnico chiamiamo input e output.
RETTANGOLO: riporta l'attivit;
LINEA CON FRECCIA: direzione del flusso
ROMBO: esprime un momento di decisione e i differenti percorsi che possono essere intrapresi
CILINDRO: descrive operazioni automatiche o automatizzate

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