Capodanno in molte case italiane ha un momento preciso che non manca mai: il cotechino con le lenticchie. Non è solo un piatto, ma una tradizione che lega le famiglie attorno alla tavola e porta con sé la speranza di un anno ricco di soddisfazioni. Quel gesto – semplice, ma carico di significato – di affondare la forchetta nelle lenticchie accompagnate da una fetta di cotechino durante il brindisi ormai è un classico in tantissime case del Bel Paese.
Il significato dietro il piatto di capodanno
Dietro la coppia di cotechino e lenticchie c’è un intreccio di storie e simbolismi, spesso ignorati. Le lenticchie, con la loro forma rotonda e tonda, da sempre richiamano l’idea di soldi e fortuna. Non è un caso: ricordano – ecco il motivo – delle piccole monete. Nelle culture contadine italiane, questo richiamo non è secondario, anzi: significava augurare prosperità materiale nel nuovo anno. Le origini? Si perdono nella notte dei tempi, addirittura all’epoca romana, quando si pensava che mangiare lenticchie dopo il solstizio d’inverno aiutasse a garantire un raccolto abbondante e un futuro sicuro.


Dall’altra parte, il cotechino è un simbolo di benessere concreto. Fatto principalmente di carne di maiale, animale che in molte comunità rurali italiane è stato sinonimo di ricchezza e autonomia, il suo significato si ricollega a tradizioni antiche. Nei mesi invernali – più precisamente – si procedeva alla macellazione del maiale, così da avere carne fresca per i giorni di festa. Dettaglio importante, soprattutto nel Nord Italia, dove la morbidezza e il grasso del cotechino sono stati interpretati come segno di abbondanza materiale. È strano, ma ha senso.
Questa unione di sapori rappresenta più di un semplice gusto amato: è un pezzo di storia, fatto di valori e speranze. Durante l’ultimo dell’anno, in molte città italiane (dalle parti di Milano o altrove), quell’odore di lenticchie e cotechino che pervade la casa fa parte del rito più sentito, un modo per affrontare il cambio del calendario non a caso.
La preparazione tradizionale e alcune varianti
Preparare il cotechino e lenticchie richiede un po’ di pazienza, ma niente di complicato. Il cotechino fresco, per esempio, va cotto lentamente per circa due ore, immerso in acqua bollente e avvolto in un canovaccio. Solo così resta morbido, ma con quel carattere deciso che ne fa un grande protagonista della tavola. Un metodo antico, consolidato – si sa – e che dà risultati davvero soddisfacenti.
Le lenticchie, invece, si fanno a parte. Si soffriggono tradizionalmente con aglio e alloro, due ingredienti che risvegliano il loro aroma naturale. A volte arriva in soccorso un po’ di concentrato di pomodoro, per dare corpo e un pizzico di acidità che bilancia il dolce delle lenticchie. Anche nelle grandi città, dove i ritmi sono più serrati, questo modo di cucinarle resiste, segno che la tradizione – insomma – ancora si sente forte.
La versione base prevede il cotechino a fette, adagiate su un letto di lenticchie, ma ci sono varianti che vanno oltre. Alcune famiglie, per esempio, usano gli avanzi del cotechino per fare polpette: un espediente pratico per non sprecare nulla, ma anche un omaggio alla cucina di una volta, fatta di rispetto per gli ingredienti. In fondo – cosa c’è di meglio? –
Per molti, questo piatto è un simbolo tangibile del Capodanno italiano. Supera mode e cambiamenti, portando con sé un significato profondo, noto a chi abita nei piccoli borghi come nelle metropoli. Il suo sapore e la sua storia accompagnano da sempre la fine di un anno e l’inizio di quello successivo, insieme a tutte le speranze che si portano dietro.