Potatura del melograno nel periodo ideale per frutti dolci e abbondanti garantiti

Chi coltiva melograni lo sa bene: la potatura non è solo una formalità, ma un passaggio che può ribaltare il risultato del raccolto. Non si tratta di lasciare crescere l’albero così, come capita. Sul quando e come intervenire, infatti, si gioca molto sulla salute della pianta e sulla dolcezza finale dei frutti. Basta dare un’occhiata alle esperienze di molte zone italiane – dove l’attenzione su questo tema sta crescendo – per capire come una potatura accorta fa davvero la differenza. Vogliamo allora scoprire insieme i momenti migliori e i trucchi giusti per potare il melograno senza rischiare di compromettere tutto?

Il ruolo essenziale della potatura nella salute del melograno

Potare significa, prima di tutto, indirizzare la crescita dell’albero in modo equilibrato. Solo così la pianta trova il modo di produrre frutti di qualità superiore. Un taglio studiato favorisce – tra le altre cose – una migliore circolazione dell’aria e più luce dentro la chioma, ingredienti indispensabili per tenere a bada funghi e parassiti. Nel clima mediterraneo, dove l’umidità può diventare un problema soprattutto nei mesi caldi, questo aspetto vale doppio.

Potatura del melograno nel periodo ideale per frutti dolci e abbondanti garantiti
Un melograno maturo pende tra le foglie, simbolo di un raccolto dolce e abbondante, frutto di cure attente. – ispettorimicologi.it

Tagliare via rami vecchi o ammalati stimola la pianta a tirare fuori germogli freschi e forti, indispensabili per raccogliere meglio negli anni a seguire. Se si lascia tutto a sé stesso, il rischio è quello di ritrovarsi con melograni piccoli, poco zuccherini – una diretta conseguenza della scarsa manutenzione. Chi ha esperienza sul campo lo conferma: una potatura regolare crea un circolo virtuoso e mantiene la pianta in salute e produttiva nel tempo.

E ciliegina sulla torta: un melograno potatu bene si raccoglie più facilmente, un dettaglio che – credetemi – conta parecchio sia per gli hobbisti che per i professionisti.

Il momento giusto per intervenire sulla potatura

Cercare il periodo giusto per la potatura significa guardare il ciclo della pianta. Di solito, il momento più indicato è durante il riposo vegetativo, poco prima che la vegetazione riprenda, quando le foglie sono cadute. In quel frangente si vede tutto più chiaro, e potare rami secchi, deboli o messi male diventa più semplice e preciso.

Nel centro e sud Italia marzo è spesso la scelta migliore, anche se bisogna tener conto del clima locale e dell’altitudine. Dove gli inverni sono più rigidi o si rischiano gelate tardive, la potatura si sposta un po’ più avanti – così gli esperti agricoltori evitano problemi legati alle basse temperature, un rischio da non sottovalutare.

Il punto è questo: se si pota quando fa troppo freddo, si può danneggiare la pianta, rallentandone lo sviluppo e peggiorando la qualità dei frutti. Una cosa che, tra l’altro, succede spesso anche in città, dove il microclima è diverso e spesso ci si dimentica di considerarlo.

Come potare il melograno per favorire una produzione di qualità

Quando si individua il periodo giusto, si deve scegliere il tipo di potatura più adatto. Due fasi spiccano su tutte: la potatura di formazione e quella di produzione. La prima serve a costruire la struttura dell’albero nei primi anni; si selezionano circa 3-5 rami robusti, mentre quelli messi male o troppo fragili vanno tagliati. In sostanza, si crea una forma che permette una circolazione ottimale di luce e aria dentro la chioma – fondamentale per uno sviluppo sano.

La potatura di produzione, invece, aiuta a mantenere la pianta pronta a dare frutti. Qui si alleggerisce la chioma, eliminando rami troppo vicini tra loro: così la pianta concentra le energie su meno frutti, ma più grandi e saporiti. Tra i contadini navigati è prassi comune anche togliere quelli troppo piccoli o deformi – un’operazione in realtà abbastanza naturale, quasi fisiologica.

Piccola nota tecnica – ma non di poca importanza: i tagli vanno fatti inclinati, così l’acqua non ristagna e si riduce il rischio di funghi e infezioni. Tutti questi accorgimenti portano a piante più robuste, con un maggior potenziale produttivo e frutti più pregiati.

In parecchie aziende agricole del nostro Paese, la potatura del melograno sta tornando a essere una priorità per mantenere alta la qualità e tenere testa al mercato. Insomma, il gioco sta nel bilanciare l’esperienza sul campo con le tecniche moderne, per una coltivazione che sia sia sostenibile che redditizia, capace di incontrare le richieste – sempre più esigenti – dei consumatori.

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