Un cesto di funghi appena raccolti, l’odore della terra e la sensazione di leggerezza quando li assaggi: è questa concretezza che spiega perché molti li considerano un alimento quotidiano più che un ingrediente stagionale. In cucina i funghi si comportano come le verdure, ma dal punto di vista biologico appartengono a un regno a parte. Chi li sceglie lo fa per la consistenza e per il fatto che sono poco calorici, un aspetto che si vede subito sul piatto e che interessa chi segue una dieta controllata. Un dettaglio che molti sottovalutano: i funghi conservano sapore e alcune proprietà anche dopo l’essiccazione, per questo sono usati in molte ricette nel corso dell’anno.
Che cosa sono e come si consumano
I funghi sono organismi né animali né piante, eppure nella pratica alimentare vengono trattati come verdure: si lavano, si saltano in padella, si aggiungono a zuppe e risotti. Dal mercato alle sagre di paese, la varietà è ampia e include esemplari coltivati e selvatici. In Italia molte persone riconoscono i porcini e gli champignon, ma esistono decine di specie commestibili che differiscono per consistenza e sapore. Chi vuole raccoglierli lo fa rispettando il sottobosco e le regole locali: non è solo una questione di sapere riconoscere le specie, è anche un atto di gestione del territorio.

Dal punto di vista pratico, in cucina i funghi si consumano freschi, saltati o in zuppe; in alternativa si usano secchi per intensificare l’aroma. In diverse città italiane i banchi del mercato offrono varietà locali, mentre nelle province rurali la raccolta resta un’attività diffusa tra adulti e anziani. Un fenomeno che in molti notano solo d’inverno è la presenza dei funghi secchi nelle dispense: uno scarto minimo e una lunga conservazione li rendono pratici per tutto l’anno.
Proprietà nutrizionali e benefici per la salute
I funghi sono apprezzati non soltanto per il sapore ma per il contenuto di minerali come fosforo e potassio, elementi che contribuiscono al metabolismo e alla funzionalità muscolare. Gli studi e le rassegne scientifiche indicano che molte specie contengono composti con attività antiossidante e antinfiammatoria, utili per la protezione cellulare. In termini pratici, questo significa che includerli nella dieta può essere un contributo alla salute del cuore e al sostegno del sistema immunitario, secondo alcuni lavori recenti su beta-glucani e composti bioattivi.
Dal punto di vista energetico, la composizione varia per specie, ma in media 100 g di funghi apportano circa 30 kcal ed offrono una fonte di fibre e proteine vegetali a basso contenuto lipidico. Le vitamine del gruppo B, soprattutto B2, B3 e B5, sono presenti in quantità utili per il metabolismo energetico e la salute della pelle; inoltre i funghi contengono tracce di rame e altri micronutrienti. Un aspetto che sfugge a chi vive in città è che la qualità nutrizionale dipende anche dalle pratiche di coltivazione: funghi coltivati in substrati controllati tendono ad avere composizioni più omogenee rispetto ai raccolti selvatici.
Raccolta, rischi e usi in cucina
La raccolta dei funghi è regolata e richiede conoscenza: esistono specie commestibili e specie che producono tossine potenzialmente mortali. Per questo motivo è importante affidarsi a fonti sicure o a persone esperte quando si raccolgono esemplari in bosco. In Italia le normative regionali e i servizi micologici locali offrono supporto, e nelle comunità rurali la consuetudine di rivolgersi a un esperto è ancora diffusa. Un dettaglio che molti sottovalutano è la somiglianza morfologica tra alcune specie commestibili e i cosiddetti funghi velenosi, perciò l’attenzione resta fondamentale.
In cucina i funghi si prestano a molte preparazioni: dal semplice salto in padella al ripieno o al risotto. La ricetta classica del risotto ai funghi con porcini secchi richiede un buon brodo vegetale, ammollo dei funghi secchi e una mantecatura finale con poco formaggio per esaltare l’aroma. Nella vita quotidiana molti italiani prediligono i porcini secchi per la praticità e per il sapore intenso che danno alla cucina invernale. Una padella ben calda e pochi gesti bastano a trasformare i funghi in un piatto nutriente e apprezzato, ricordando sempre che la sicurezza nella raccolta rimane la prima regola.