Ti svegli prima dell’alba con il vento che picchia contro la carrozzeria e, attraverso il vetro, una colata lavica nera si stende fino a un orizzonte che sembra fatto di ghiaccio. È una scena comune a chi sceglie di viaggiare in camper in Islanda: spostarsi con il proprio alloggio significa gestire i tempi, ma anche misurarsi con condizioni naturali che cambiano rapidamente. Questo testo spiega in modo pratico come preparare un viaggio in libertà, quali scelte di veicolo considerare e quali regole non si possono ignorare, senza enfasi turistica ma con dati utili e un occhio alle esperienze riportate da chi ha già percorso le strade dell’isola.
Perché il camper cambia l’esperienza e quando conviene partire
Per molti viaggiatori italiani il camper è la risposta a due problemi concreti: il costo e la rigidità degli alloggi. L’Islanda è nota per i prezzi alti; mettere insieme trasporto, albergo e pasti in un unico mezzo riduce spese e tempi morti. Qui il risparmio non è solo monetario: è anche logistico, perché si eliminano spostamenti ripetuti verso strutture spesso lontane dalle attrazioni.

La flessibilità è un’altra leva pratica: cambiare tappa per seguire il meteo o restare più a lungo in un punto panoramico è possibile senza dover rinegoziare camere. Chi viaggia con bambini nota che il contatto con la natura diventa più diretto e che i campeggi offrono spesso servizi pensati per le famiglie. Un dettaglio che molti sottovalutano è la disponibilità limitata dei motorhome rispetto ai van compatti; prenotare per tempo evita sorprese.
Quanto al periodo, ogni stagione porta vantaggi e vincoli. L’estate garantisce giorni lunghi e poche chiusure stradali; la shoulder season (primavera e autunno) riduce affollamento e può offrire l’aurora boreale; l’inverno richiede mezzi adeguati e pone limiti alle percorrenze. Per chi intende fare il giro completo della Ring Road gli operatori locali suggeriscono almeno una settimana piena, ma la raccomandazione più ricorrente è semplice: adattare la scelta del periodo al tipo di esperienza che si cerca.
Cosa pianificare: arrivo, veicolo, costi e regole da rispettare
Arrivare con il proprio camper o noleggiare sul posto sono due opzioni con logiche opposte. Il tragitto via mare con la traghetto da Nord Europa è fattibile ma può richiedere giorni e costi significativi; per la maggior parte dei viaggiatori italiani la soluzione pratica resta volare a Reykjavík e prendere un veicolo in loco. In questi mesi molte società locali propongono van essenziali e motorhome più completi, ma la disponibilità è stagionale: prenotare sei-otto mesi prima in alta stagione è una prassi consolidata.
La scelta tecnica del veicolo è cruciale: un 2WD è adeguato per la Ring Road in estate, mentre le F‑Road e i trasferimenti invernali richiedono un 4×4. Dal punto di vista legale e della sicurezza, le norme sono chiare: limiti 50 km/h in centro e 80 km/h fuori, uso dei fari anabbaglianti obbligatorio, e posti per bambini sotto 1,50 m su seggiolini. Un aspetto che sfugge a chi vive in città è la variabilità del fondo stradale: sabbia e vento possono danneggiare vetri e carrozzeria.
Sul fronte assicurativo molti noleggi includono la assicurazione CDW di base; però le compagnie propongono pacchetti maggiori per coprire danni da sabbia, vento o croste di sale. I costi giornalieri oscillano in funzione della stagione: tariffe più basse in primavera/autunno e picchi estivi. Infine è obbligatorio l’uso di pneumatici invernali dal 1° novembre al 15 aprile su molti tratti, e le autorità raccomandano l’iscrizione al servizio ufficiale SafeTravel per gli aggiornamenti sulle condizioni.
Itinerari pratici, campeggi e risorse utili per il viaggio
Per chi ha meno di una settimana il Circolo d’oro è l’opzione più concreta: Parco nazionale Þingvellir, la valle geotermica di Haukadalur con Strokkur e la cascata Gullfoss sono raggiungibili in poche ore da Reykjavík. Con otto giorni diventa realistico completare la Ring Road settentrionale e meridionale, toccando la costa sud con Seljalandsfoss, Skógafoss e le spiagge nere attorno a Reynisfjara; chi dispone di più tempo può allungare verso Jökulsárlón, i fiordi orientali o la penisola di Snæfellsnes.
I campeggi sono diffusi ma non sempre aperti tutto l’anno; dal 2015 il campeggio libero è vietato in molte aree, perciò pianificare le notti è una necessità. Il portale nazionale che raccoglie le strutture e le aree di scarico è spesso citato nelle guide locali come tjalda.is, e molte famiglie italiane apprezzano la Camping card per contenere i costi nei mesi estivi. Un dettaglio che molti sottovalutano riguarda le aree di scarico: vanno usate solo le postazioni autorizzate per tutelare l’ecosistema.
Per il noleggio in lingua italiana esistono piattaforme che aggregano offerte e forniscono assistenza in italiano; sono utili se si preferisce una relazione in madrelingua ma vanno considerate alla stregua di qualsiasi altro fornitore, verificando condizioni, franchigie e opzioni assicurative. Tenere sotto controllo le condizioni meteo e gli avvisi ufficiali rimane la linea più pratica: la sicurezza del viaggio passa dalla preparazione, dal rispetto delle regole e dalla capacità di adattare l’itinerario alle condizioni reali.