Nel cuore della pianura friulana, un piccolo borgo conserva ancora oggi le tracce di un passato millenario. Strassoldo, frazione di Cervignano in provincia di Udine, rappresenta un esempio raro di insediamento medievale mantenuto nella sua struttura originaria. Chi visita questo borgo durante i mesi freddi, specialmente in inverno, può percepire come il silenzio e il clima rigido evidenzino i dettagli architettonici, mettendo in risalto le due fortezze storiche che dominano il paesaggio, separate dal lento scorrere del fiume Taglio. Spesso sottovalutato, il valore storico di queste costruzioni emerge con maggiore intensità proprio in questo periodo, quando le visite sono meno frequentate e l’esperienza risulta più autentica.
Il borgo delle due torri e i riflessi di mille anni di storia
Strassoldo si sviluppa intorno a due castelli distinti, noti come Castello di Sopra e Castello di Sotto, che ancora oggi fanno capo alla stessa famiglia. La prima fortificazione documentata risale al 1035, opera del conte Woldarico Strassu, figura di rilievo nella storia feudale del Friuli inferiore. Nel corso degli anni, e più precisamente nel 1188, l’insediamento si divise in due nuclei separati, che riflettono l’evoluzione delle tecniche di difesa e dell’architettura dal Medioevo sino al Settecento. I lavori di restauro, promossi da Nicolò e Giuseppe Strassoldo, hanno mantenuto l’integrità delle strutture, consentendo ancora oggi una lettura precisa della distribuzione degli spazi e della conservazione degli arredi storici interni.

La posizione del borgo è legata a un contesto naturale particolare: si trova infatti in prossimità delle sorgenti lungo il fiume Taglio. La presenza dei parchi settecenteschi, creati bonificando le paludi che un tempo fungevano da naturale barriera difensiva, costituisce un elemento distintivo del territorio. L’urbanistica si sviluppa attorno ai manieri e si collega all’antico abitato, costituito da costruzioni in pietra che un tempo ospitavano artigiani e attività agricole. Molti visitatori lo notano soprattutto d’inverno, quando la luce più bassa valorizza le texture delle antiche mura, restituendo un’impressione di autenticità e profondità temporale.
Castelli e monumenti: cosa rende unico il borgo
Varcando l’ingresso del borgo, il primo edificio che si incontra è il Castello di Sotto, raggiungibile passando per la Porta Cisis. Caratterizzato da soffitti lignei dipinti e da arredi originali, il castello rappresenta un esempio di come sia possibile preservare la specificità storica di un luogo. Il parco settecentesco adiacente si estende oltre le mura, offrendo una cornice naturale che contrasta con la robustezza delle fortificazioni. Chi osserva con attenzione può distinguere un equilibrio tra la severità degli elementi difensivi e la morbidezza del verde circostante.
Il Castello di Sopra, situato vicino alla torre ottagonale, è raggiungibile attraverso la Porta Cistigna. Questo complesso rappresenta il centro dell’antica attività agricola e artigianale, con case risalenti al Medioevo. Le aree verdi intorno hanno ispirato anche esponenti dell’arte e della letteratura, come testimonia la presenza dei salici piangenti lungo le rive del fiume Taglio. Questi luoghi hanno influenzato la poesia di Gabriele D’Annunzio e il suo racconto “La Leda senza Cigno”.
All’interno del Castello di Sopra sorge la Chiesa di San Nicolò, più volte ristrutturata nel tempo, che oggi è utilizzata per eventi e come struttura ricettiva. Poco distante si trova un altro sito di grande rilevanza: la Chiesa di Santa Maria in Vineis, rinomata per i suoi affreschi, considerati tra i più importanti del Friuli. I dipinti raffigurano scene della vita della Vergine e episodi sia dell’Antico che del Nuovo Testamento, testimonianze artistiche spesso poco valorizzate nel panorama regionale. Una visita al borgo include anche Villa Vitas, costruita nella seconda metà del Seicento da un ramo della famiglia Strassoldo, oggi conosciuta per le degustazioni dei vini prodotti nella tenuta, un’esperienza apprezzata da molti visitatori della zona.
Strassoldo rappresenta dunque un luogo dove la storia, l’architettura e il paesaggio naturale si integrano dando vita a un patrimonio vivace e ricco di significati, che continua a catturare l’interesse sia degli italiani che tornano a scoprire le radici culturali del territorio nel corso dell’anno.