Galerina marginata, il fungo che sembra innocuo ma è letale: dove lo stanno trovando in Italia

Una piccola specie lignicola, scambiata spesso per funghi commestibili, capace di contenere amatossine letali: le segnalazioni in Italia stanno aumentando e i micologi invitano alla massima prudenza.

Nel cuore dei boschi italiani, soprattutto dove il terreno è umido e carico di tronchi in decomposizione, sta comparendo una delle specie più insidiose che un raccoglitore possa incontrare: Galerina marginata, un fungo di piccole dimensioni, apparentemente banale, ma dotato di una tossicità elevatissima. Pur avendo un aspetto modesto e poco appariscente, questa specie contiene amatossine, le stesse presenti nell’Amanita phalloides, responsabili delle più gravi sindromi da avvelenamento. I ritrovamenti recenti indicano una diffusione ampia, dal Nord al Centro Italia, con numerosi casi anche in zone collinari e montane dove l’umidità favorisce la crescita su legno morto. Analizziamo perché questo fungo è così pericoloso, come riconoscerlo e dove sta comparendo con maggiore frequenza.

Perché la Galerina marginata è così pericolosa

La pericolosità della Galerina marginata non dipende dalla dimensione né dal colore, ma dalla sua composizione interna. Le amatossine presenti nel carpoforo attaccano in modo diretto il fegato, bloccando la sintesi proteica e provocando un danno severo che può diventare irreversibile. Una quantità molto ridotta può essere sufficiente per causare intossicazioni gravi. La difficoltà maggiore sta nel fatto che non esiste un modo semplice per capire se un fungo contiene queste tossine senza un’analisi micologica, e l’aspetto modesto della Galerina porta molti a non considerarla una minaccia.

La tossicità rimane invariata anche dopo la cottura, l’essiccazione o la conservazione, perché le amatossine resistono alle alte temperature. Non si degradano facilmente e rimangono attive anche in funghi vecchi o deteriorati. Questo la rende una delle specie più temute dai micologi italiani.

Dove viene trovata in Italia

La Galerina marginata è una specie largamente diffusa in tutto il territorio italiano. Le segnalazioni più numerose provengono da:

  • Alpi e Prealpi, soprattutto nelle foreste di abete rosso e larice;

  • Appennino settentrionale, in boschi misti dove tronchi caduti e residui legnosi offrono un ambiente ideale;

  • zone collinari fresche e ombreggiate del Centro Italia;

  • boschi a gestione forestale, dove la presenza di ceppaie e legno morto è più abbondante.

È meno comune nelle aree costiere e nelle zone molto aride del Sud, ma non assente: negli ultimi anni è stata osservata anche in regioni dove in passato non era segnalata con frequenza, segno che il cambiamento climatico e la variazione dell’umidità nei boschi stanno modulando gli habitat favorevoli.

Il suo habitat tipico è lignicolo: cresce su tronchi marcescenti, vecchie ceppaie, cortecce in decomposizione, segatura umida o radici affioranti. Il substrato ideale è spesso rappresentato dal legno di conifere, ma non è raro trovarla anche su latifoglie. Spunta da fine estate a fine autunno, con picchi nelle settimane più umide.

Come riconoscerla davvero

Riconoscere la Galerina marginata richiede attenzione perché la sua morfologia ricorda molte specie commestibili o comunque innocue. Il cappello misura generalmente 2-4 cm, con forma inizialmente conica o campanulata che diventa poi convessa. Il colore va dal giallo-ocra al bruno-aranciato, con sfumature più scure al centro. In condizioni di forte umidità, il margine del cappello può mostrare striature evidenti dovute alla trasparenza della cuticola imbibita.

Le lamelle sono fitte, di colore che varia dal giallastro al bruno-rossastro con l’invecchiamento. Il gambo è sottile, cilindrico, spesso più chiaro nella parte superiore e più scuro alla base. Uno dei tratti caratteristici è la presenza di un anello membranoso fragile, che in molti esemplari adulti può essere poco visibile o assente.

Il problema principale sta nella somiglianza con specie lignicole commestibili, come alcuni piccoli Gymnopilus o i giovani esemplari di Kuehneromyces mutabilis. La distinzione per i non esperti è spesso impossibile, soprattutto quando i gruppi crescono mischiati sullo stesso tronco.

Quando il rischio diventa maggiore

Il rischio di confusione è particolarmente alto quando:

  • si raccoglie in gruppi numerosi su ceppaie, dove specie innocue possono crescere accanto a Galerina marginata;

  • si trovano esemplari giovani, più simili a specie commestibili;

  • il raccoglitore si basa solo sul colore o sull’odore;

  • il legno marcescente nasconde parte del gambo e dell’anello;

  • il fungo è bagnato dalla pioggia, condizione che uniforma colori e texture.

Gli ispettori micologi ripetono spesso che la differenza tra un fungo buono e uno mortale può essere di pochi millimetri, soprattutto nelle specie lignicole di piccole dimensioni.

Perché i ritrovamenti stanno aumentando

Negli ultimi anni, diversi esperti hanno osservato un aumento delle segnalazioni di Galerina marginata in aree dove in passato era meno abbondante. Le cause possibili sono diverse:

  • legno morto più presente nei boschi, per cambiamenti nella gestione forestale;

  • umidità prolungata dovuta a stagioni particolarmente piovose;

  • innalzamento delle temperature medie, che allunga il periodo di fruttificazione;

  • maggiore diffusione di specie lignicole tipiche degli ambienti temperati.

Questo ha reso la cerchia degli appassionati di funghi più attenta, dato che l’aumento delle specie commestibili sugli stessi substrati aumenta anche la probabilità di raccolte miste.

Perché è uno dei funghi più insidiosi d’Italia

La Galerina marginata è considerata uno dei funghi più pericolosi presenti nel nostro Paese per tre motivi principali:

  1. È mortale anche in piccole quantità.

  2. Somiglia a specie commestibili, quindi il rischio di errore è alto.

  3. Cresce su un habitat molto comune, il legno morto, presente praticamente in tutti i boschi.

La maggior parte delle intossicazioni gravi è associata a raccolte poco attente o a un’eccessiva fiducia nei confronti di specie che crescono tipicamente sugli stessi tronchi.

La regola d’oro dei micologi

Il principio condiviso da tutti gli esperti è semplice:
chi non è in grado di distinguere con certezza assoluta tutte le specie lignicole dovrebbe evitare del tutto la raccolta di funghi che crescono su legno morto.

Non è un’esagerazione: la Galerina marginata può essere raccolta per errore in mezzo a funghi innocui anche da appassionati esperti, soprattutto quando le condizioni meteo alterano i colori e le forme

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