L’inverno arriva, e con lui una questione che molti sottovalutano: come reagiscono i cani al freddo. Non tutti gli animali sopportano le basse temperature allo stesso modo, visto che diverse condizioni entrano in gioco. L’età, la razza e lo stato fisico – insomma, non è una questione da prendere alla leggera. I cuccioli, per esempio, sono più fragili. Il loro sistema di termoregolazione è ancora in via di sviluppo. Allo stesso modo, i cani più anziani soffrono perché il metabolismo rallenta, rendendo difficile mantenere il calore corporeo. Chi abita a Milano o nel Nord Italia si sarà accorto di queste differenze anche nel tipo di mantello e nella massa muscolare.
Tra le razze che resistono meglio al freddo troviamo quelle dotate di un doppio mantello naturale: pensate agli Husky o ai Pastori Tedeschi. In pratica, il pelo doppio funziona come una sorta di isolante, protegge molto bene dal gelo intenso. Al contrario, piccoli cani con poco pelo – come Chihuahua, Yorkshire Terrier o Pinscher nano – perdono calore in un attimo. Ecco perché richiedono più attenzione, sicuramente. Anche razze di taglia media, tipo i Levrieri o i Dobermann, tendono a sentire il freddo, soprattutto se in casa fa freschetto e non c’è un buon riscaldamento.
I segnali di disagio al freddo sono abbastanza limpidi: il cane può iniziare a tremare, diventare rigido o muoversi lentamente, cosa poco usuale per lui. Cambiamenti nell’umore, come fastidio o apatia, insieme a vocalizzi strani, suggeriscono che il freddo sta diventando un problema serio. Se è bagnato, va asciugato bene e spostato in un posto più caldo, lontano da correnti d’aria fredda – non si scherza su queste cose.
Come proteggere il cane dal freddo: vestiti e riparo
Quando si sceglie un indumento per il cane, bisogna farlo con criterio, puntando a farlo stare comodo senza limitare i movimenti. Materiali traspiranti e impermeabili, come il pile o la lana tecnica, sono ottimi perché scaldano senza appesantire. Nei giorni in cui il cielo è grigio e l’umidità si fa sentire, meglio puntare su nylon o neoprene: tengono lontano l’acqua. Importante coprire bene zone sensibili, tipo il collo, il dorso e la base della coda, che sono punti dove si disperde calore come pochi altri.



Prima di comprare un capo, occorre prendere bene le misure del torace e della lunghezza del dorso. Una cosa che vedo spesso – e non va bene – è far indossare vestiti pesanti in casa, quando forse basterebbe fare qualche attenzione in più fuori. La protezione va pensata soprattutto per quando si sta fuori o in ambienti molto freddi. Da non dimenticare poi le zampe, che possono subire piccoli danni a causa della neve, del sale antigelo o di superfici ghiacciate come asfalto e ghiaia. Usare balsami specifici per i cuscinetti plantari è davvero una buona abitudine per evitare screpolature fastidiose.
Durante le giornate più fredde, gli stivaletti in neoprene sono un aiuto concreto: proteggono senza impedire al cane di muoversi liberamente. Negli ultimi anni i veterinari segnalano un aumento delle dermatiti podali, che se trascurate possono creare problemi seri alla mobilità. Piccoli accorgimenti come questi aiutano a mantenere il benessere termico, un dettaglio non da poco, ve lo assicuro.
Quando il freddo rappresenta un pericolo per la salute
Temperature rigide possono peggiorare malattie preesistenti, per esempio quelle respiratorie o alle articolazioni. Nei canili, specie sotto i 5 °C, spesso si registra un aumento dei casi di tosse infettiva. I sintomi da tenere d’occhio? Secrezioni dal naso, febbre leggera e perdita di appetito: segnali da non sottovalutare, perché possono evolvere in qualcosa di più grave.
Con il freddo arrivano anche più visite veterinarie per dolori articolari, tipici di patologie come artrosi o artrite reumatoide. Razze come Labrador Retriever e Golden Retriever sono più soggette. Un’alimentazione bilanciata, arricchita da condroprotettori, aiuta a rallentare l’usura delle articolazioni e fa sì che anche in inverno la qualità della vita rimanga buona.
Chi lascia il cane fuori casa deve fare attenzione a predisporre una cuccia ben isolata. Deve stare sollevata da terra di almeno 10 cm e avere almeno 4 cm di materiale isolante sotto. Meglio posizionarla a sud, per sfruttare il sole – se c’è… Proteggere la cuccia da correnti d’aria e spifferi è un altro punto chiave, così come mettere una coperta termica lavabile per aumentare il calore. L’interno non dovrebbe mai scendere sotto i 10 °C, specialmente nelle ore più fredde. Se scende, è un problema serio.
Trovare il giusto bilanciamento tra protezione e rispetto del normale funzionamento del cane – questa è la sfida. Non si tratta di coprirlo troppo, ma di garantire che stia davvero bene. Brevi passeggiate regolari, seppur fatte al freddo, aiutano a mantenere in forma la circolazione e il tono muscolare, riducendo il rischio di ipotermia. Osservare ogni giorno la sua reazione al freddo fa la differenza, soprattutto in città come Torino o Genova, dove il clima può cambiare rapidamente.
Insomma, il freddo è un bel banco di prova per i nostri amici a quattro zampe. Ma conoscerli bene e organizzarsi con cura in casa può ridurre di molto i rischi, migliorando di conseguenza la loro vita durante i mesi freddi. Una sorveglianza costante – e un po’ di pazienza – rimangono gli strumenti più efficaci per evitare malanni e fastidi stagionali, come confermano anche i dati che arrivano da tutta Italia durante l’inverno.