In cucina capita spesso: si staccano i cappelli dei funghi, si usano e i gambi finiscono nel secchio dell’organico. È un gesto automatico, ma nella pratica si butta via una parte nutriente e versatile. In molte case il gambo è ancora visto come un residuo, quando invece è un ingrediente a tutti gli effetti che può trasformare un piatto semplice in qualcosa di più ricco. Gambi dei funghi, non scarti: è questa l’idea che cambia la gestione degli avanzi nella dispensa. Un dettaglio che molti sottovalutano, ma che in realtà fa la differenza sul fronte degli sprechi e del sapore.
Perché non gettarli e come prepararli
I gambi, chiamati anche stipiti, sono commestibili e contengono fibre, sali minerali e una quota di proteine che spesso viene sprecata. In cucina si comportano bene: possono essere cotti insieme al cappello o impiegati separatamente per creare basi di sapore, creme e condimenti. Prima di ogni utilizzo è però importante pulirli bene, raschiando il terriccio con un coltello affilato o sciacquandoli rapidamente se necessario, quindi asciugarli per evitare che rilascino troppa acqua in cottura.

Un aspetto pratico che vale la pena ricordare è la versatilità. I gambi si prestano tanto a preparazioni veloci come una frittata, quanto a salse più elaborate che richiedono una cottura lenta. In molte ricette servono a dare struttura e corpo: frullati con patate diventano una vellutata, tritati e rosolati fanno da base per un ragù vegetale. Chi vive in città lo nota spesso: con poco spazio e pochi ingredienti si può comunque ottenere un piatto completo senza ricorrere a prodotti pronti.
Un consiglio operativo: eliminate solo le estremità danneggiate. Se trovate parassiti o odori sgradevoli, scartate il fungo; ma nella maggioranza dei casi i gambi sono utilizzabili e rappresentano una risorsa per ridurre il rifiuto organico nella vita quotidiana.
Cinque ricette pratiche per usare i gambi
Vellutata di gambi e patate: tagliate gambi e cappelli, rosolateli con uno spicchio d’aglio in olio, aggiungete patate a cubetti e brodo, cuocete fino a morbidezza e frullate. La crema si arricchisce con un cucchiaio di panna o yogurt e una spolverata di parmigiano. Un aspetto che sfugge a molti: il brodo avanzato allunga la vellutata senza perdere sapore.
Pasta con crema di gorgonzola e gambi: soffriggete la cipolla, unite i gambi tagliati fini, sfumate con vino bianco e aggiungete il gorgonzola a pezzetti. Sciogliete a fuoco basso con un po’ di latte fino a ottenere una salsa vellutata; condite la pasta corta e servite calda. È una soluzione rapida per una cena che sembra più elaborata di quanto sia.
Pasta con zucca e gambi di porcino: la zucca arrosto frullata con i gambi saltati, yogurt e parmigiano dà una crema dolce-sapida perfetta per formati lunghi o per crostini. Se avanzano pezzi di zucca da altre preparazioni, usateli: è un modo concreto per ridurre gli sprechi in cucina.
Frittata con gambi di champignon: saltate i gambi a pezzetti nell’olio, sbattete le uova con grana e prezzemolo, unite i funghi e cuocete. La frittata è pratica, si conserva e può integrare altri avanzi come cubetti di formaggio o prosciutto cotto.
Ragù di gambi per pasta: tritate sedano, carota e cipolla, unite i gambi tagliati a cubetti e fate andare a fuoco medio; sfumate con vino e aggiungete brodo. Riducendo la salsa si ottiene un condimento denso e saporito, ideale per fusilli o rigatoni. Per renderlo più cremoso, aggiungete un cucchiaio di panna da cucina.
Gestione degli scarti e alternative al secchio dell’umido
Non tutto quello che resta va automaticamente buttato. Le estremità particolarmente dure o sporchissime sono lo scarto vero, ma anche queste parti possono trovare un secondo uso: si trasformano in concime o in materiale per piccoli esperimenti domestici di coltivazione. Un dettaglio che molti sottovalutano è la possibilità di usare gli scarti vegetali come fertilizzante per il giardino o l’orto urbano: tritati e miscelati al compost accelerano il processo di degradazione.
Un’altra pratica utile è l’impiego dei residui insieme ai fondi di caffè per avviare coltivazioni casalinghe di funghi in contenitori controllati. In diverse città italiane gruppi di appassionati sperimentano questo metodo per avere funghi freschi durante l’anno; non è un’operazione sofisticata, ma richiede attenzione all’igiene e alla scelta delle specie adatte.
Infine, pensate alla pianificazione: usare i gambi nella settimana in cui acquistate i funghi, conservarli in frigorifero se puliti e asciutti, o tritarli e surgelarli per essere impiegati in una successiva preparazione. È una pratica semplice che riduce rifiuti, contiene la spesa e offre ogni stagione soluzioni gustose nella vita quotidiana. Un piccolo cambiamento in cucina che, alla lunga, fa la differenza.