Quando la cucina italiana incontra l’Oriente: la vellutata giapponese a base di uova al vapore

Nel panorama della cucina giapponese, alcuni piatti nascondono una complessità dietro un’apparente semplicità. Prendiamo il chawanmushi: sembra un semplice budino salato, ma in realtà è una crema ottenuta amalgamando con cura le uova al brodo dashi. Quest’ultimo, un estratto ricavato da alghe e pesce essiccato, dona al piatto un umami delicato, preciso. L’equilibrio fra la dolcezza morbida delle uova e la leggerezza del brodo crea una consistenza vellutata, ben lontana da un uovo strapazzato o da una classica frittata.

Spesso si sottovaluta un dettaglio: all’interno del chawanmushi si trovano piccoli pezzi di funghi shiitake, gamberi, bocconcini di pollo o il colorato kamaboko, un tipo di surimi giapponese. Solo scavando con il cucchiaio si scoprono queste sorprese che trasformano ogni boccone in un incontro di sapori e consistenze. La cucina del Sol Levante è attenta a ogni particolare, e questi ingredienti completano un’armonia che non si improvvisa.

Ricreare il chawanmushi richiede un controllo minuzioso della temperatura: il calore deve essere dolce e costante, perché altrimenti le uova si rapprendono troppo in fretta, diventando gommose o porose. Per questo motivo si cuoce lentamente a vapore, una pratica che rende la crema soffice e liscia. Questo mestiere – tanto semplice quanto delicato – mostra come in Giappone si tratti l’uovo con un rispetto particolare, un’attenzione che si riflette anche in altre ricette tradizionali.

Varietà di uova e tecniche in cucina giapponese

Basta pensare al modo in cui si usa l’uovo in Giappone per capire la profondità di questa cultura culinaria. Tra le tecniche più conosciute c’è il tamagoyaki: una frittata arrotolata, formata da strati sottilissimi, cotta in una padella rettangolare. Il sapore? Leggermente dolce, grazie all’aggiunta di zucchero o di mirin, un liquore dolce tipico. Lo si trova spesso nei bento o come nigiri nei sushi bar, il che dice molto sul suo ruolo nella vita gastronomica quotidiana giapponese.

Quando la cucina italiana incontra l’Oriente: la vellutata giapponese a base di uova al vapore
Un tuorlo intatto emerge dal suo albume, in attesa di essere trasformato nella delicata vellutata al vapore “chawanmushi”. – ispettorimicologi.it

Un’altra tecnica amata è quella dell’onsen tamago. Qui, l’uovo viene cotto a bassa temperatura – ispirandosi alle sorgenti termali chiamate onsen – così che il bianco rimane semi-rappreso mentre il tuorlo resta cremoso, vellutato. Si serve sopra riso o noodles, e rappresenta un esempio chiaro di quanto la precisione nella cottura possa esaltare un ingrediente così umile. Chi non è pratico con questa cucina, spesso non ne percepisce la filosofia sottile, quella di un perfetto equilibrio.

Rispetto a queste preparazioni, il chawanmushi occupa un posto tutto suo. Non è né frittata né uovo sodo tipico: è una crema salata che combina sapori intensi e una consistenza raffinata. Il piatto, insomma, racconta come la lavorazione dell’uovo in Giappone superi la semplice funzione nutritiva, diventando un’arte di equilibrio e armonia a tavola.

La tavola giapponese tra equilibrio e precisione

Un pasto giapponese autentico non è solo una sequenza di portate: si tratta di un equilibrio preciso tra stagionalità, sapori e tecniche di cottura. Il riso fa da base immancabile, a cui si abbinano – con cura maniacale – altre pietanze, rispettando qualità e presentazione. Insomma, la cucina nipponica è un sistema complesso, calibrato e sapiente.

All’interno di questo schema, il chawanmushi spicca per la sua capacità di trasformare un ingrediente semplice come l’uovo in una preparazione articolata e dal carattere unico. Nonostante appaia elementare, il piatto cela un lavoro paziente e la ricerca di un equilibrio sottile tra sapori e tecniche. Chi vive lontano dal Giappone spesso non coglie tutta la profondità, ma qui si trova un esempio lampante della filosofia gastronomica orientale.

Negli ultimi tempi, piatti come il chawanmushi stanno conquistando spazio anche sulla scena internazionale, specie nelle grandi metropoli dove la cultura giapponese è ben radicata. Il contrasto fra texture cremose e sapori intensi lo rende apprezzato da chi segue la gastronomia globale. Ecco perché il rispetto per materie prime semplici – l’uovo in primis – diventa modello di ispirazione concreto anche per cucine lontane, come quella italiana.

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