Restare freschi in casa con il condizionatore ottimizzando i consumi energetici domestici

Quando la temperatura supera quella che il corpo regge senza difficoltà, la tentazione più comune è accendere il condizionatore senza pensarci troppo. Ma usarlo a caso non è mai una cosa neutra: sbagliare con la temperatura impostata o mantenere certe abitudini fa salire la bolletta come un razzo. Nel nostro paese, con estati che si fanno sentire e un clima che cambia da Nord a Sud, capire come usare bene il condizionatore è diventato urgente. Le bollette schizzano, le ondate di caldo stupiscono ogni anno – insomma, serve riflettere.

La temperatura ideale per usare il condizionatore con efficienza

Spesso si dà per scontato il settaggio del termostato, eppure è tra le leve principali per risparmiare energia. Mantenere il locale tra i 26 e i 27 gradi Celsius, ad esempio, trova un compromesso che limita i consumi senza rendere l’ambiente sgradevole. Così si evita uno scarto troppo netto con l’esterno che costringerebbe il compressore a fare gli straordinari. E pensa che ogni grado in meno può portare a un aumento del consumo energetico fino all’8%, dettaglio da non sottovalutare se si ha un budget familiare da gestire.

Restare freschi in casa con il condizionatore ottimizzando i consumi energetici domestici
Restare freschi in casa con il condizionatore ottimizzando i consumi energetici domestici – ispettorimicologi.it

Temperatura troppo bassa? Ecco che la spesa si impenna, spesso oltre i 70 euro extra a stagione per famiglia. Ma c’è di più: raffreddare troppo, specie in città dove l’umidità si fa sentire, rischia di peggiorare il comfort. L’aria diventa pesante, collabora con l’umidità, e chi vive nei centri urbani – con il caldo afoso – lo sa bene. Raffreddare senza misura non garantiza veramente una sensazione di benessere.

Mantenere un clima stabile aiuta anche l’apparecchio a durare di più, evitando accensioni e spegnimenti improvvisi che “stressano” il sistema. Oltretutto si evitano picchi di consumo energetico che si fanno sentire in bolletta, e questo – sai com’è – aiuta a tenere sotto controllo le spese di casa sul lungo termine.

Abitudini quotidiane per ridurre i consumi del condizionatore

Come si usa il condizionatore conta molto. Seguendo accorgimenti semplici, è possibile risparmiare anche un quarto dell’energia rispetto a un uso disordinato. Per cominciare, pulire e cambiare regolarmente i filtri è importante; se la polvere si accumula, l’aria fatica a circolare e l’apparecchio si affatica. Dettaglio che spesso passa inosservato, ma che incide davvero.

Un’altra buona mossa? Chiudere persiane e finestre durante le ore più calde. Così si limita il riscaldamento interno. E quando si esce di casa o si va a dormire – salvo necessità particolari – spegnere il condizionatore aiuta a evitare sprechi inutili. Ai modelli più recenti puoi chiedere aiuto alle funzioni “eco” o “dry”: offrono un raffreddamento più soft, perfetto soprattutto nelle ore serali per mantenere il clima piacevole senza esagerare. Quando fuori cala il sole, meglio usare queste modalità – così ti dà una mano anche la bolletta.

Capita poi che spesso si sottovalutino i ventilatori a soffitto o quelli da terra. In molti lo ignorano ma possono far percepire il fresco con un effetto di 2-3 gradi in più senza spingere il consumo. Questo dettaglio, se usato insieme al termostato impostato un po’ più alto, può far risparmiare fino al 15% in un mese. Ultimamente poi vanno forte i termostati smart Wi-Fi, che – quando non si è a casa – spengono da soli il condizionatore, evitando sprechi non sempre evidenti ma pesanti sul conto.

Manutenzione e isolamento termico come leve per abbassare i costi

I condizionatori più vecchi tendono a consumare molto di più, anche il 20% in più, rispetto a quelli nuovi, che rispettano le regole europee di Ecodesign. Polvere e sporcizia su componenti delicati come lo scambiatore o il condensatore fanno perdere efficienza, così l’apparecchio lavora di più per ottenere lo stesso risultato. Per questo controllare e pulire regolarmente l’impianto fa un’enorme differenza.

Un altro elemento da non trascurare è l’isolamento termico degli ambienti climatizzati. Oltre il 40% delle case italiane costruite prima degli anni Ottanta non è ben isolato: manca il cappotto termico, gli infissi non sono a taglio termico e così via. La conseguenza? L’impianto deve sbattersi di più per mantenere la temperatura giusta, con un consumo stimato che cresce tra il 18 e il 25%. Ristrutturare con interventi mirati, sostituendo serramenti o coibentando il tetto, cambia davvero il gioco, spesso raddoppiando l’efficacia del raffrescamento.

E oggi non è il caso di sottovalutare le agevolazioni fiscali dedicate all’efficienza energetica, prorogate per incentivare questi investimenti. Aggiungiamo che l’uso del condizionatore varia parecchio da Nord a Sud: nel Meridione resta acceso fino a quattro ore in più ogni giorno rispetto al Nord. Fattore che farebbe bene a essere considerato nelle tariffe elettriche, per una distribuzione più giusta e sostenibile. Insomma, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas sta studiando come premiare l’efficienza nelle regioni più calde, dove il sole picchia forte.

L’aumento costante delle temperature crea una sorta di “urgenza” condivisa: famiglie, produttori e amministrazioni pubbliche devono mettersi intorno a un tavolo e cercare un equilibrio tra comfort e limiti ambientali. In molte zone d’Italia questo processo è già iniziato, e usare il condizionatore in modo consapevole si sta rivelando cruciale per far fronte alle sfide climatiche ed economiche che abbiamo davanti.

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