Riprendono i controlli intensivi sul Superbonus: categorie e settori nel mirino per il 2024

Negli uffici dell’Agenzia delle Entrate si respira un clima di maggiore attenzione: si avvicina una tornata di controlli serrati sul corretto utilizzo del Superbonus 110%. Dopo aver distribuito incentivi per miliardi di euro – cifra, tra l’altro, tutt’altro che trascurabile – ora il fisco mette sotto la lente il rispetto delle regole. Migliaia di contribuenti sparsi in tutta Italia finiscono al centro di questo monitoraggio, con un occhio particolare rivolto a chi ha scelto lo sconto in fattura o la cessione del credito. Ma non solo: anche chi ha optato per la detrazione diretta in dichiarazione è nel mirino.

Al centro delle verifiche finisce la documentazione completa, il rispetto di condizioni tecniche precise e il rispetto delle norme stabilite in legge. Un passaggio delicato, senza dubbio: errori o mancanze – come spesso capita – possono tradursi in sanzioni pesanti e richieste di restituzione di quanto ricevuto. Gli accertamenti cambiano a seconda della forma con cui si è usufruito del Superbonus, situazione che influisce anche sui tempi e sulla profondità delle verifiche.

I tempi differenti degli accertamenti in base alle modalità fiscali

Il tipo di controllo dipende dal modo in cui è stata utilizzata l’agevolazione. Chi ha scelto la detrazione diretta, diluita in cinque o dieci anni nella dichiarazione dei redditi, può essere verificato fino a un massimo di tredici anni dopo la fine dei lavori. Una finestra temporale piuttosto ampia, che consente controlli incrociati anche negli anni successivi.

Riprendono i controlli intensivi sul Superbonus: categorie e settori nel mirino per il 2024
Riprendono i controlli intensivi sul Superbonus: categorie e settori nel mirino per il 2024 – ispettorimicologi.it

Per chi invece ha optato per lo sconto in fattura o la cessione del credito, il tempo per il controllo si restringe a otto anni. Ecco un intervallo più breve che indica una verifica più rapida e, diciamo, circoscritta rispetto alla detrazione classica. Chi abita in città – pensiamo alle zone di Milano o Roma – nota come queste ispezioni siano piuttosto comuni nelle pratiche amministrative legate a questi incentivi. Un controllo quasi continuo, insomma.

Qualunque sia la modalità adottata, l’ordine nella gestione della documentazione rimane un dettaglio non da poco: fatture, ricevute di pagamento e autorizzazioni condominiali – devono essere sempre a portata di mano. Ogni pezzo di carta può fare la differenza quando si tratta di rispondere a un accertamento fiscale. La maggior parte dei contribuenti, però, spesso non realizza quanto pesi questa organizzazione.

Dalla documentazione alle verifiche: prevenire e gestire gli errori più frequenti

L’attenzione dell’Agenzia delle Entrate si concentra soprattutto sulla documentazione tecnica e fiscale, elemento chiave per dimostrare la legittimità delle spese e lo stato dei lavori. Fatture chiare e ricevute di bonifico con causale esplicita riguardante il Superbonus – serve questo, semplice. Nel caso di immobili non di proprietà, è necessario mostrare anche la dichiarazione di consenso da parte del proprietario.

Per gli interventi sulle parti comuni condominiali, un documento imprescindibile è la delibera assembleare che autorizza i lavori: senza quella, rischiamo che l’intervento perda validità. Sul fronte tecnico, due certificazioni sono centrali: l’asseverazione del miglioramento energetico presentata all’ENEA e, quando la legge lo richiede, anche l’asseverazione antisismica.

Il visto di conformità e l’asseverazione sul costo congruo non sono da sottovalutare: rilasciati da professionisti, certificano la correttezza formale e il senso economico delle richieste, riducendo rischi di abusi. L’attenzione su queste carte è cresciuta molto – negli ultimi anni – segno chiaro che la vigilanza sulle risorse pubbliche non lascia scampo.

Se si guarda nel complesso, la precisione nei controlli dimostra come il Superbonus resti un protagonista importante nell’ambito della riqualificazione energetica e antisismica degli edifici italiani: un’opportunità con tanti fondi in gioco e un’attenzione crescente alla trasparenza e correttezza negli usi.

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